Gioco
Pepe non ce l’ha fatta dopo 4 giorni di agonia
Il cucciolo era stato accecato con lo spray mentre era nella terrazza di casa Il dolore e la denuncia della padrona: «Voglio giustizia». Caccia al responsabile
LIVORNO. Da quando, mercoledì pomeriggio, qualcuno gli aveva teso un agguato spruzzandogli sul volto uno spray, molto probabilmente insetticida, Pepe non era più lui. Il cucciolo di cane meticcio, appena un anno, era vispo, giocoso, pieno di energie e di voglia di giocare, ma ormai aveva perso la sua verve. Seduto sul divano della casa in via Città del Vaticano, con un grosso collare di plastica messo per evitare che con le zampe si toccasse il musetto e gli occhi rovinati dalla sostanza aggressiva, era irriconoscibile. È andato avanti così quattro giorni. Poi domenica, nel tardo pomeriggio, il suo cuore non ha retto. E ora la sua padrona, Paola Casini, operatrice sociosanitaria all’ospedale sul viale Alfieri, chiede giustizia: «Voglio che il responsabile sia preso e processato».
La donna era al lavoro quando è avvenuto il decesso. «Alle 13.30 di domenica l’ho lasciato moggio sul divano; in casa c’erano mio figlio e la sua fidanzata. Sono stati loro a chiamarmi, mentre ero al lavoro. “Mamma, Pepe non respira più”. Quindi hanno chiamato il veterinario, che però ha solo potuto constatare il decesso. Ormai era troppo tardi: il nostro cucciolo non ce l’ha fatta. Io nel frattempo mi sono precipitata a casa e poi l’ho portato alla clinica a San Piero a Grado. Domani (oggi ndr) da lì lo porteranno a Pisa per l’autopsia, così sarà più chiaro il motivo della morte». Paola Casini teme che il cucciolo possa essere stato vittima di un’aggressione a base di veleno, ma questo è un suo sospetto, ancora tutto da verificare. «Una mia amica, che fa parte di un’associazione di tutela per i cani, mi ha detto che il suo gruppo ha raccolto una denuncia proprio alla Scopaia - riferisce la donna - Qualcuno avrebbe messo una bustina con una pillola avvelenata dentro alla terrazza di un appartamento, come gesto intimidatorio. Su questo episodio sta indagando la polizia provinciale».
Intanto, Casini si è rivolta alla sua legale, Daniela Dinice, per seguire il caso e presentare denuncia alle forze dell’ordine. «Chi ha fatto questo al mio Pepe non può passarla liscia», dice la donna. Su facebook del Tirreno si è acceso un forte dibattito sul fatto che il cane, secondo alcune testimonianze, spesso abbaiava. In ogni caso, questo non giustifica ovviamente un’aggressione così grave da aver portato la morte dell’animale. «Pepe era buono, abbaiava solo se passava qualcuno - racconta Casini - Una quindicina di giorni fa un vicino era venuto a lamentarsi per l’abbaiare. Ma da lì a farlo fuori ce ne passa. Ho pensato alla possibilità che a colpirlo possa essere stato qualche intollerante della zona, ma non me ne faccio una ragione».
La donna era molto legata al suo cane: «L’anno scorso sono andata fino a Catania per prenderlo di persona - racconta - Aveva 40 giorni, mi stava nel palmo della mano. Era bello e dolcissimo. L’avevo trovato su internet, faceva parte di una cucciolata che aveva perso la mamma, morta dopo il parto». Casini già nel passato aveva avuto dei cani: «Prima di venire alla Scopaia, quando stavo alle Sorgenti, ho sempre avuto pastori tedeschi addestrati perché mio padre era cieco. Pepe è stato il mio primo cucciolo».
Il cane, meticcio di un anno, aveva sofferto molto in seguito all’aggressione avvenuta sulla terrazza al piano terra dell’appartamento, alla Scopaia, e aveva perso anche tanto sangue. Subito era trasportato dall’ambulanza per animali della Svs fino al veterinario di Stagno, che aveva diagnosticato la possibile aggressione a base di spray insetticida. Poi il cane era stato sottoposto a cure a base di cortisone e altri farmaci. E ieri sarebbe dovuto andare di nuovo alla visita per essere valutato. Ma lo ha sorpreso la morte.
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