Il Tirreno

Livorno

Nuove case alla ex Lamarmora: 40 posti per emergenza abitativa

di Enrico Paradisi
Nuove case alla ex Lamarmora: 40 posti per emergenza abitativa

Saranno ristrutturati due interi piani dell’edificio che oggi è degradato: i lavori al via entro dicembre Recuperata anche la facciata. Costo dell’operazione 1,5 milioni, finanziati interamente dalla Regione

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LIVORNO. Sono cominciate le grandi pulizie nell’ala ovest dell’ ex caserma Lamarmora e degli alloggi interni, utilizzati in passato per emergenza abitativa. L’intervento riguarda il lato dell’edificio che è rimasto abbandonato e in forte stato di degrado dopo che una recente ristrutturazione aveva invece interessato il resto del complesso. Al termine delle operazioni di sgombero e pulizia dalle erbacce, rifiuti e suppellettili lasciate al loro destino dai precedenti inquilini, potrà partire infatti il cantiere che prevede la realizzazione di 14 alloggi per l’emergenza abitativa, e che porterà in pratica alla definitiva ristrutturazione di tutta la ex caserma.

Si tratta di un progetto sperimentale, che risale a circa un anno e mezzo fa e che è stato finanziato interamente dalla Regione Toscana (per oltre un milione e mezzo di euro). La Regione che in un primo momento aveva dato l’ok al progetto e aveva anche avviato l’iter del cronoprogramma, aveva poi dovuto bloccare tutto proprio perché, rimasto l’impegno di spesa, in bilancio non aveva più la disponibilità di risorse economiche necessarie per poter far fronte ai lavori. Appena un mese invece è arrivato il via libera definitivo e Casalp, appena saputa la notizia, ha subito richiesto la disponibilità dell’area al Comune, che sta dunque provvedendo a liberarla per consentire la realizzazione del cantiere. Le operazioni di pulizia e sgombero dovrebbero proseguire e ultimarsi nel giro di qualche giorno, quindi già dalla prossima settimana l’area dovrebbe essere messa a disposizione della ditta che sarà incaricata a cominciare i lavori.

Nel frattempo la stessa Casalp ha avviato tutte le procedure necessarie per la messa in sicurezza necessarie all’avvio della ristrutturazione. Si tratta appunto di una ristrutturazione completa del secondo e terzo piano dell’edificio, quello che affaccia sugli Scali delle Macine, mentre ad oggi rimane escluso il piano terreno, che fa parte comunque del progetto complessivo, ma che potrà essere oggetto in futuro (sempre che si trovino le risorse) di un analogo intervento di recupero. La parte strutturale e quella che riguarda i solai verrà rifatta completamente. Verranno sostituiti tutti gli infissi così come verrà recuperata la porzione della facciata corrispondente all’intervento.

«I lavori sono già in fase operativa - spiega la presidente di Casalp, Vanessa Soriani - appena ultimeranno la pulizia, cominceremo con la messa in sicurezza del cantiere: dobbiamo iniziare al più presto, entro il mese di dicembre, come stabilisce il cronoprogramma». Un anno, un anno e mezzo la durata del cantiere mentre il costo complessivo è di circa 1,5 milioni. «Siamo stati con il fiato sul collo sia di Regione che Comune - aggiunge Soriani - è una sperimentazione cui tengo molto anche perché l’emergenza abitativa deve essere gestita con soluzioni temporanee, al contrario di come è stato fatto in passato, dando quindi la possibilità a chi si trova in questa situazione di poter poi accedere alle graduatorie normalizzando il suo percorso».

Come detto si tratta di un progetto sperimentale che prevede la realizzazione di alloggi in “cohousing” e in parte di abitazioni. Per quanto riguarda il cohousing saranno una decina le strutture alloggiative che sorgeranno, e che prevedono di affiancare ad una zona privata (con cucina, camera e bagno) stanze comuni, destinate alla socializzazione e alla ricreazione, gestite anche con la collaborazione dei servizi sociali.

Sono previste quindi una zona comune per il pranzo, una zona per il gioco e il tempo libero, la zona soggiorno tv, con locali adibiti a stireria e stenditoio. Gli appartamenti invece saranno 4, sempre pensati per essere destinate a residenze temporanee. La capienza massima per il co-housing è stimata in 30 persone, mentre gli appartamenti ne potranno ospitare invece una decina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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