Il Tirreno

Livorno

Dalla Cgil l’ok allo spostamento del Rivellino

Dalla Cgil l’ok allo spostamento del Rivellino

«Basta con i battibecchi politici: siamo stufi di divisioni inutili, si discuta del merito dei progetti»

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LIVORNO. «Lo spostamento del Rivellino è un'opportunità». Parola della Cgil provinciale, che non fa mistero della propria soddisfazione e del proprio interesse rispetto alla volontà di Asa di rispolverare lo spostamento del Rivellino nelle aree di via Enriques. Dal quartier generale dell’organizzazione sindacale si ricorda che il progetto, «al tempo sollecitato dalle istituzioni», era stato sostenuto dalla Cgil: era stato «poi accantonato per mancanza di risorse» ma ora «potrebbe finalmente vedere la luce grazie al reperimento di nuove risorse, complice anche la disponibilità del socio Iren».

La Cgil fissa lo sguardo su «gestione delle acque reflue, acquedotto portuale e spostamento del depuratore»: li vede come «un'opportunità per il territorio», che «non deve e non può essere vanificata per varie ragioni». Lo dice, però, insistendo su un aspetto: i soldi per realizzare il progetto «non devono gravare sulle tariffe».

Confermando la piattaforma unitaria alla base dello sciopero, la Cgil mette l’accento soprattutto su due aspetti. L’uno: con lo spostamento del depuratore «sarebbero liberate aree importanti che potrebbero collegare la città e il porto attraverso la valorizzazione dell'area dove, attualmente, è collocato l'impianto, una nuova porta d'accesso alla città che valorizzerebbe l'elemento turistico». L’altro: si realizzerebbe «un polo ecologico che comprenderebbe il nuovo impianto di depurazione e un moderno impianto di smaltimento dei fanghi». La Cgil lo giudica come «un rinnovamento, quindi, dell'acquedotto portuale che fornirebbe alle industrie e al porto acqua di qualità per le lavorazioni. L'acqua industriale, inoltre, potrebbe essere impiegata anche per uso civile, per il quale al momento si spreca acqua potabile».

Ma a fronte di una opportunità del genere la Cgil è rammaricata del fatto che «ancora una volta» il confronto politico aperto sul territorio «ha il sapore di uno scontro a prescindere, più che di una discussione di merito nell'interesse della città». E giù una bacchetta: «Siamo stanchi di queste continue divisioni : o tutti prendiamo a cuore il bene di Livorno o Livorno è destinata a morire. Tutti un passo indietro per farne due avanti nell'interesse di Livorno».

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