Asa, l’assemblea salta all’ultimo momento
Il sindaco Nogarin chiama un’ora prima della riunione: da approfondire l’istruttoria degli uffici
LIVORNO. È saltata in extremis l’assemblea di Asa che avrebbe dovuto dare una valutazione su quali assetti dare all’alleanza pubblico-privata per la gestione dell’Asa. A mandare a gambe all’aria la convocazione è stata la richiesta di rinvio, arrivata ieri mattina, poco più di un’ora prima dell’apertura della riunione, dal sindaco M5s livornese Filippo Nogarin.
Un dietrofront drastico rispetto a quanto era maturato nella commissione di lavoro che, insieme a uomini Asa come il presidente del consiglio di sorveglianza Nicola Ceravolo e il numero uno del comitato di gestione Fabio Del Nista, figurano assessori, funzionari e rappresentanti di enti di differente orientamento. Eppure era sembrato che questo gruppo fosse riuscito a comporre una mediazione in grado di condurre in porto la trattativa con Iren, la costellazione di ex municipalizzate che da 12 anni è socio degli enti locali livornesi.
Ma da Palazzo Civico i più stretti collaboratori del sindaco riferiscono che il forfait non è stato motivato da un improvviso inasprirsi dei contrasti. A quanto è dato sapere, Nogarin avrebbe giudicato carente o comunque non adeguatamente dettagliata e perciò bisognosa di ulteriori approfondimenti l’istruttoria presentatagli dagli uffici.
Cosa c’è nel menù? Il partner industriale resta al 40% mentre in mano pubblica (gli enti locali labronici) è il restante 60%, così come rimane gran parte del mpiano degli investimenti preannunciato. E se i patti parasociali sono da riscrivere, lo snodo per Iren è la “golden share” che gli affidi ogni decisione sul bilancio.
A questo punto, c’è il rischio di ritrovarsi all’ennesima corsa contro il tempo: l’alleanza con Iren, secondo quanto riferito da fonti vicine agli amministratori del centrosinistra, è necessaria per dare a Asa la possibilità di partecipare alla gara per le reti gas. E, nel bel mezzo della stagione delle ferie estive, si teme di finire troppo a ridosso di quest’appuntamento per farcela.
«Non è possibile far saltare gli appuntamenti all’ultimo momento in questo modo», dice Lorenzo Bacci, sindaco di Colle e segretario Pd. «E non è un problema di bon ton bensì del rischio di veder finire in fumo opportunità di investimenti sui quali era stata trovata una intesa importante».
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