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Rottura con Aamps Revet non prende più i rifiuti differenziati

Rottura con Aamps Revet non prende più i rifiuti differenziati

LIVORNO. Dove andranno a finire da oggi il vetro, la plastica e le lattine che ogni giorno i livornesi, o almeno quelli che fanno la raccolta differenziata, gettano nel bidone del multimateriale? La...

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LIVORNO. Dove andranno a finire da oggi il vetro, la plastica e le lattine che ogni giorno i livornesi, o almeno quelli che fanno la raccolta differenziata, gettano nel bidone del multimateriale? La domanda è d’obbligo visto che tra Aamps e Revet si è consumata la rottura.

Da stamani, salvo accordi dell’ultimo minuto, l’azienda pontederese specializzata nella raccolta, nella selezione e nell’avvio al riciclo non prenderà più il materiale differenziato in arrivo da Livorno.

Il perché lo spiega direttamente il presidente Alessandro Canovai, contattato ieri nel tardo pomeriggio. «Revet ha sempre avuto un comportamento corretto nei confronti di Aamps - premette -, ha anche sopportato periodi di servizio in cui Aamps non ha pagato, accumulando un credito enorme». A quanto risulta oggi l’azienda livornese deve a Revet più di mezzo milione di euro.

«Alla presentazione del concordato - entra quindi nel merito - ci aspettavamo di essere considerati fornitori strategici, il che ci avrebbe dato diritto ad una prospettiva di recupero del credito integrale. Anche perché i soci di Revet sono a loro volta imprese di pubblico servizio. Revet garantisce un servizio fondamentale per la comunità toscana in termini di riciclo, è strategica anche da un punto di vista delle politiche ambientali del Comune di Livorno (ci fa piacere leggere che è in linea con le direttive europee e ha l’ambizione di far bene la differenziata...). Tra l’altro Aamps è socia di Revet con una quota minoritaria. Quindi ci ha veramente sorpreso la proposta che è stata fatta dagli amministratori al nostro amministratore delegato. Se non viene reso il cento per cento, è deludente...». Tradotto: Revet chiede di stare tra i creditori strategici, per i quali il tribunale può accordare il saldo integrale del credito, e non tra quelli che prenderanno l’80%, come a quanto risulta è stato proposto.

«Così - conclude il presidente - non ci sono le condizioni materiali per andare avanti. Da lunedì (oggi, ndr) non prenderemo più il materiale che ritira in città». Il presidente chiarisce comunque che Revet è pronta a rivedere la propria posizione qualora «ci sia una prospettiva commerciale di recupero integrale del credito». Ma a oggi la situazione è questa.

Se la frattura tra Aamps e Revet non sarà ricomposta, dove andrà a finire il multimateriale? Aamps dovrà comunque ritirarlo: troverà subito un’altra piattaforma alla quale indirizzarlo o chiederà, nel frattempo, di bruciarlo nell’inceneritore? Una prospettiva che risulterebbe un po’ paradossale, considerando che stiamo parlando di materiale differenziato...

Tutto mentre è stato rinviato a mercoledì e giovedì lo sciopero indetto a livello nazionale da Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel. Uno sciopero che interesserà le aziende pubbliche e private del comparto di igiene ambientale, quindi anche Aamps. Per 48 ore i cassonetti non saranno svuotati e saranno assicurati solo i servizi essenziali.

Juna Goti

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