Gioco
Spil in crisi, Raspanti vuol discuterne in commissione
LIVORNO. «Credo sia opportuno e urgente convocare una riunione della seconda commissione su Spil». A dirlo è Andrea Raspanti (gruppo misto) riprendendo quanto segnalato dal Tirreno e ribadendo di...
LIVORNO. «Credo sia opportuno e urgente convocare una riunione della seconda commissione su Spil». A dirlo è Andrea Raspanti (gruppo misto) riprendendo quanto segnalato dal Tirreno e ribadendo di aver già posto in passato all’attenzione sia della giunta comunale sia dei vertici della società controllata dal Comune «il rischio della perdita della continuità aziendale».
«La continuità aziendale di Spil – afferma Raspanti – era stata dichiarata a rischio già nell'aprile 2015, contestualmente al deposito, da parte del cda allora guidato dal ragionier Guidotti, del piano di riequilibrio economico-finanziario poi rigettato dalla giunta».
Raspanti avverte che, «di fronte alle nostre domande», l'assessore Lemmetti e la nuova presidente Spil Ferrone «risposero in modo vago, rimandando al 31 dicembre la discussione,data per la quale erano stati annunciati il nuovo piano di riequilibrio e un nuovo piano industriale». Poi in commissione – sottolinea – il cda e la giunta «ammisero che era allo studio l'adozione di una procedura minore della legge fallimentare, un piano di risanamento ex art. 67. Poi più niente: né piano di riequilibrio, né piano industriale, né aggiornamenti sull'ipotesi ex art. 67 che oggi parrebbe esser stata oggetti deliberazione da parte degli amministratori».
Il consigliere copmunale di opposizione ricorda che la Spil «rilanciata nel 1996 da Regione, Comune e Provincia» come soggetto per reindustrializzare l’area livornese, «negli anni ha subito un importante spostamento di baricentro, diventando più che altro un soggetto deputato alla gestione di patrimonio immobiliare, attività che assorbe il 43% della sua attività: ad oggi il core businnes originario impegna la società per meno del 20% (il 15% della sua attività è rivolta a programmi di sviluppo locale e solo il 2% all'erogazione di servizi qualificati alle imprese e alle pubhbliche amministrazioni, il restante 40% a generici progetti di riqualificazione urbana)».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
