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Forestali finiti nei guai a quattro mesi dal congedo
Le guardie avrebbero fatto pressioni in due campeggi per far assumere parenti Il comandante Barattini: «Sono sospese dal servizio, collaboriamo all’inchiesta»
«Al termine del procedimento penale, sulla base di ciò che emergerà, sarà stabilito anche un provvedimento disciplinare. Che, nelle situazioni più gravi, prevede il licenziamento». Luca Barattini, comandante provinciale del Corpo forestale, chiarisce che l’episodio delle due guardie del nucleo operativo speciale della Forestale di Cecina accusate di aver fatto pressioni sui titolari di due campeggi della zona - l’Arcobaleno di Marina di Bibbona e il Campo dei fiori di Vada - per ottenere l’assunzioni di parenti, rientra nei casi che prevedono misure disciplinari di una certa entità. Che, certo, non possono essere prese prima che il procedimento legale faccia il suo corso. «È chiaro - prosegue Barattini - che le due guardie sono state sospese dal servizio, e così resteranno fino a quando andranno avanti le indagini».
L’ispettore Gaetano Ferrara di 54 anni, lo ricordiamo, è finito agli arresti domiciliari, mentre un sovrintendente di 53 anni, anche lui attivo nel nucleo operativo speciale della forestale cecinese, è stato interdetto per sei mesi dai pubblici uffici. Non solo, l’ispettore è stato arrestato anche per il reato di truffa aggravata. Verso di lui l’accusa di aver alterato il brogliaccio di servizio (registro delle presenze al lavoro), dichiarando il falso, dato che si era segnato in servizio in una giornata festiva, nonostante fosse a riposo.
L’operazione è stata condotta nella giornata di giovedì dai carabinieri del Reparto operativo di Livorno. Secondo i militari tutto è successo durante alcuni controlli che l’ispettore ed il sovrintendente hanno effettuato all’interno dei due campeggi sulla costa, durante i quali sono state accertate alcune irregolarità dei camping. Da quanto risulta dalle indagini l’ispettore e il sovrintendente avrebbero tentato di costringere i responsabili delle due strutture ricettive ad assumere i propri familiari per la stagione estiva, specificando che in caso di assunzione si sarebbe potuta trovare una soluzione per le irregolarità riscontrate. I titolari dei campeggi hanno rifiutato l’accordo e hanno segnalato quanto accaduto. Il comandante Barattini, intanto, spiega che la Forestale non attiverà indagini interne, ma che «abbiamo dato la massima disponibilità alla collaborazione per le indagini».
Quanto alle sanzioni disciplinari che potranno essere prese una volta terminato il procedimento legale, il comandante spiega che «i due soggetti sono molto vicini alla pensione, potrebbero andarci nel giro di 4 o 5 mesi». Un paracadute che li metterebbe al riparo dalle eventuali sanzioni, tra cui il licenziamento. «Semmai - dice Barattini - potrebbero avere ripercussioni economiche, ma dobbiamo aspettare la fine delle indagini».
Anna Cecchini
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