Il Tirreno

Livorno

Spacciare lo zucchero non è reato: scarcerato

di Lara Loreti
Spacciare lo zucchero non è reato: scarcerato

Arresti domiciliari per il dominicano Rincon Fabian, accusato di traffico di droga Istanza della difesa al Tribunale del Riesame, che alleggerisce la misura cautelare

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LIVORNO. Scarcerato e inviato agli arresti domiciliari Rincon Fabian, il dominicano di 33 anni detenuto con l’accusa di traffico internazionale di armi, amico di Giuseppe Raucci, 48 anni di Prato, ucciso, secondo i carabinieri, da un gruppo di trafficanti di droga labro-pratese per un affare andato male: una partita di zucchero spacciato per coca. Un business che Rincon Fabian e Raucci avevano curato insieme, andando in missione a Roma con i soldi dei trafficanti, riportando però zucchero. Ed è proprio questo aspetto ad essere stato messo in evidenza dalla difesa di Rincon nel chiedere la scarcerazione. L’avvocato Nicola Giribaldi, che rappresenta il dominicano, nella sua istanza al tribunale del Riesame ha sostenuto che il fatto che Rincon abbia fatto da intermediario in uno scambio di zucchero non può essere un reato, trattandosi di una sostanza non illegale. Anzi, secondo la difesa, lo stesso 33enne è stato vittima di una truffa. In sintesi, per Giribaldi il reato in materia di stupefacenti, presente nel capo di imputazione, non si configura. Il legale ha quindi chiesto la scarcerazione per il suo cliente, che è stata accordata nei giorni scorsi dal giudice del Riesame di Firenze. Rincon è così tornato a casa, in città in zona mercato. Non può uscire né avere rapporti con l’esterno, ma solo con i familiari che vivono con lui.

È stata disposta la scarcerazione anche per il fratello di Rincon, Santana Fabian, che però resta in carcere alle Sughere a Livorno per un’altra precedente accusa. Santana, 37 anni, era accustao di traffico di stupefacenti, sempre nell’ambito della stessa inchiesta dei carabinieri.

Il giudice del Riesame ha annullato così l’ordinanza del 25 maggio del gip di Firenze, in cui veniva disposta una serie di misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri “Akuarius”. In particolare, oltre ai provvedimenti che riguardano i fratelli Santana, il giudice del Riesame ha poi annullato la misura dei domiciliari per: Redi Muca, albanese di 34 anni che era ai domiciliari a Firenze; Fabrizio Ariani, originario di Lucca, 59 anni, residente a Campi Bisenzio, e Franco Sicuranza, pratese di 52 anni. Per loro il giudice ha disposto l’immediata liberazione.

Ora spetterà al pm della Procura di Firenze decidere se presentare opposizione a questi provvedimenti.

Intanto sono ancora in corso le indagini dei carabinieri che riguardano l’inchiesta, in cui si mescolano omicidio e traffico di droga. La vittima, Raucci, 48 anni, era stata trovata senza vita il 10 dicembre scorso nel bagagliaio di una Citroen C1 parcheggiata a Ginestra Fiorentina (Firenze), vicino allo svincolo della Firenze-Pisa-Livorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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