Il Tirreno

Livorno

a processo una guardia giurata

«L’accusa non è precisa»: slitta la sentenza sugli incassi rubati

LIVORNO. Sacchi o buste sigillate? È questo il dilemma, che è stato analizzato ieri in aula, nell’udienza del processo che vede imputato Gianfranco Siepe, la guardia giurata di 50 anni, accusata di...

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LIVORNO. Sacchi o buste sigillate? È questo il dilemma, che è stato analizzato ieri in aula, nell’udienza del processo che vede imputato Gianfranco Siepe, la guardia giurata di 50 anni, accusata di aver rubato 63mila euro dagli incassi dei supermercati Penny, Ekom e autogrill My Chef a Livorno, Colle, Venturina e Piombino.

Ieri era attesa la sentenza, ma l’avvocata che rappresenta Siepe, Angela Bursi del foro di Prato (attiva anche su Padova), ha presentato un’obiezione: nell’accusa si dice che il vigilante avrebbe tagliato dei sacchi da cui sarebbero spariti dei soldi, come si vede anche in un filmato datato 6 novembre. «Ma da metà settembre fino al 2 novembre, per il trasporto del denaro non venivano usati sacchi ma buste autosigillanti - spiega la legale - È per questo che abbiamo chiesto maggiore chiarezza nella formulazione dell’accusa, dove si parla solo di sacchi».

Il giudice ha accolto l’obiezione e rinviato il processo al 24 novembre per le repliche della pm Antonella Tenerani, che ieri era in aula.

L’accusa verso Siepe ha fatto scattare un’inchiesta della squadra mobile a ottobre 2014, quando il delegato della società Billa AG marchio “Penny Market”, ha presentato una denuncia per alcuni furti di soldi ai danni di supermercati Penny Market, a Livorno e provincia, relativi agli incassi giornalieri. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web