Gioco
«È necessario un nuovo piano casa»
A chiederlo i sindacati che per fronteggiare l’emergenza incalzano la giunta: autorizzi l’uso di strutture pubbliche occupate
LIVORNO
«Siamo tutti a cercare soluzioni, ma i tempi degli sfratti non sono quelli della politica e la gente intanto finisce per strada». Geremia Merlone, segretario del Sicet, sindacato inquilini casa e territorio di Livorno, lo ha evidenziato ieri al termine della commissione sull’emergenza abitativa, convocata all’ultimo tuffo su invito pressante degli stessi sindacati, lamentando una scarsa attenzione sulla vicenda. La commissione a giugno non è stata convocata, e visto che l’ultima convocazione c’è stata solo ieri, sono rimasti fuori anche gli sfratti esecutivi della prima settimana di luglio.
La situazione attuale sfiora il problema di ordine pubblico, sostengono i sindacati della casa a reti unificate (insieme a Merlone, Daria Faggi dell’unione inquilini e Edda Gurgio della segreteria Ania): sono 80 famiglie, circa 300 persone che rimangono ad oggi fuori da ogni copertura. Ci vorrebbero due assessori solo per la casa, e che si occupino solo di quello, ma così non si può andare avanti - attacca Faggi - in una situazione in cui «ci troviamo anche a dover combattere con una certa ostilità della prefettura con la quale non c’è grande collaborazione».
Secondo quanto riportano i sindacati il prefetto di Livorno, non concede più rinvii agli sfratti se non c’è l’accordo consensuale tra le parti: «Ma se ci fosse questo accordo non ci sarebbe bisogno di richiedere l’intervento della prefettura», sostiene ancora Merlone. Da un anno e mezzo poi, nella stessa commissione sull’emergenza abitativa, ci si riunisce senza i rappresentanti di prefettura e questura e da inizio dell’anno latitano anche i rappresentanti delle proprietà.
Se il rinvio viene concesso, al proprietario spetta un indennizzo, e la commissione ha proprio il compito di verificare periodicamente che ci siano tutte le condizioni previste per legge.
Nella riunione convocata ieri in Comune dalla dirigente d’area dei servizi sociali Senia Bacci Graziani, è intervenuto anche Nogarin. «Il sindaco è venuto in commissione - ha raccontato ancora Merloni - e ci ha detto di aver scritto due lettere al prefetto sulla questione, spronandoci perché nel frattempo si continuino comunque a chiedere i rinvii». Non solo. Nogarin si è anche impegnato a chiarire la questione al ministero, e si è impegnato a favorire prossimamente un incontro a Livorno con una parlamentare Cinquestelle che si occupa di emergenza abitativa. Il braccio di ferro con la prefettura però è soltanto una delle questioni sollevate. L’altro problema per i sindacati, oltre ai ritardi su ex caserma Lamarmora e Chiccaia, riguarda infatti il “piano casa”. In pratica ha esaurito tutte le sue potenzialità, (gli alloggi previsti sono stati tutti consegnati) e i nuovi piani di recupero non sarebbero sufficienti ad assorbire l’emergenza, quindi i sindacati chiedono che si costituisca al più presto una commissione consultiva per mettere a punto un nuovo piano.
E’ necessario poi pensare a un mix di interventi che, accanto a un tavolo istituzionale per trattare con enti, grandi e piccoli proprietari, cooperative e banche, consentano poi un avvio concreto dell’agenzia per gli affitti sostenibili, e con il cambio d’uso di edifici pubblici idonei all’“auto recupero”, si consenta attraverso un bando pubblico a chi ha titolo e volontà di lavorare di poter provvedere con poco reddito ai lavori edilizi. In attesa di provvedere a verifiche sullo stato delle famiglie occupanti, i sindacati ritengono infine auspicabile una decisione di giunta «per autorizzare l’uso dei locali delle strutture pubbliche occupate», vista l’impossibilità attuale di sistemare chi ha perso casa e lavoro.
Enrico Paradisi
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