Cassintegrati, in 900 resteranno a zero
Fra pochi mesi si chiuderanno i rubinetti degli ammortizzatori sociali: a Livorno un esercito di lavoratori sarà senza reddito
LIVORNO. Ex-Trw. Ex-Delphi. Crac De Tomaso. Crisi Lucarelli. E tutto l'indotto delle piccole e medie imprese che hanno chiuso i battenti. Inutile dire che il conto alla rovescia della bomba sociale a orologeria a Livorno e provincia è già cominciato. Come se la recessione e gli investimenti privati che non ripartono non avessero già abbondantemente messo in ginocchio una città e una provincia che gridano al cielo tutta la loro voglia di rinascita.
Niente da fare, all'apparenza. I rubinetti dello Stato si chiuderanno a novembre. Quando sarà arrivata l'ora X e tutti gli strumenti degli ammortizzatori sociali saranno finiti, Naspi compresa. Allora non ci sarà più nemmeno un soldo per mandare a casa dei 900 cassintegrati e delle loro famiglie il già misero assegno di indennità (e si arriva a 1400 lavoratori, se contiamo il deserto del tessuto industriale che si estende fino a Piombino).
Fine della storia, si direbbe. Inizio della bomba sociale. Cosa fare? Il sindaco pentastellato Filippo Nogarin ripete continuamente che è ora di mettere in piedi il reddito di cittadinanza: «Mi rivolgo al presidente della Regione Enrico Rossi. Non è importante il nome che gli si dà, ma un sostegno a queste persone che stanno per essere lasciate all'abbandono dallo Stato bisogna trovarlo e in fretta». E aggiunge il carico da novanta: «Forse a qualcuno sfugge che non ci sono solo i cassintegrati per i quali finiranno tutti gli ammortizzatori sociali. E che i percorsi di intervento per risollevare le aree di crisi sono importanti, ma vanno tenuti in conto almeno 20-30mila disoccupati solo nel mio Comune». Eppure la bomba ad orologeria potrebbe essere disinnescata.
Come? Mirko Lami della Cgil Toscana lancia una proposta: «Perché non facciamo come nel '92 quando i cassintegrati furono mandati a fare i lavori socialmente utili a Campiglia, alla Rocca di San Silvestro? Questa volta ci potrebbe venire incontro il ministro Franceschini per il Corallo. Ma io aggiungerei anche pulire i fossi in vista dell'inverno».
Ci sono poi gli strumenti messi in campo dalla Regione per le aree di crisi della costa. Vediamo nel dettaglio. Le aziende di Livorno, ma anche quello di Piombino, possono attingere ad un bando da 2,6 milioni di euro che incentiva le assunzioni di disoccupati, donne over30 disoccupate, giovani laureati (ma solo per pmi) e pensionandi.
Altro capitolo: la formazione. La Regione ha messo a disposizione 5 milioni per ricollocare in azienda chi ha perso il lavoro, chi un impiego ce l'ha ma è intermittente, chi è a rischio e già sta usufruendo della Naspi, per chi è senza impiego da almeno 4 mesi. Si può fare domanda dal 30 giugno. Anche se non sembra che ci sia qualche imprenditore che sia disponibile a investire ancora nella zona. Ma è il presidente della Regione Rossi che ora si prende carico della situazione e, dopo l'incontro in Conferenza delle Regioni con le segreterie nazionali di Cgil-Cisl-Uil, scrive al ministro Poletti: «Chiediamo che si possa dare corso rapidamente ad interventi per i lavoratori che rimarranno senza ammortizzatori sociali».
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