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C’è l’acqua nei piani interrati: accese le pompe per toglierla

C’è l’acqua nei piani interrati: accese le pompe per toglierla

LIVORNO. Se le due strade che abbracciano la Torre della Cigna si chiamano via delle Sorgenti e via degli Acquedotti qualcosa vorrà pur dire. Sotto il grattacielo della Cigna (che si trova a pochi...

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LIVORNO. Se le due strade che abbracciano la Torre della Cigna si chiamano via delle Sorgenti e via degli Acquedotti qualcosa vorrà pur dire. Sotto il grattacielo della Cigna (che si trova a pochi metri dalle Terme del Corallo) c’è l’acqua. Non è un segreto: il complesso è nato vicino a una falda acquifera che più volte, da quando è stato costruito, si è fatta vedere e sentire. La notizia è che nelle ultime ore la proprietà ha fatto riaccendere le pompe per drenare via l’acqua dal seminterrato della struttura. Ne è stata installata anche una esterna, che ieri ha movimentato litri d’acqua, visibili anche in fondo alle grate che circondano l’edificio.

«Siamo intervenuti per liberare il terzo piano interrato, c’era circa un metro e venti d’acqua giacente», conferma Francesco Carpano. Caso vuole che il presidente del collegio dei revisori di Aamps sia infatti anche dal 2007 (cioè da quando la San Teodoro è stata messa in liquidazione ed è passata nelle mani della banca con cui era indebitata) il custode giudiziario nell’esecuzione immobiliare della Cigna.

«Le pompe erano spente da tempo - spiega - per non buttare i soldi del creditore». Ovvero la Bnl. «Siamo intervenuti, come avevamo già fatto qualche anno fa». Anche perché «ci sono dei soggetti interessati all’acquisto dell’immobile che hanno chiesto di fare delle verifiche. Hanno chiesto di vedere anche il seminterrato, dovevano venire oggi (ieri, ndr), ma non ce l’abbiamo fatta a svuotarlo».

Un paio di anni fa, dopo che l’edificio era stato completamente svuotato (l’Agenzia delle Entrate si è trasferita nel 2012) la protezione civile aveva già fatto delle prescrizioni, ad esempio rispetto alle mattonelle che si stavano staccando dalla facciata, e la proprietà era intervenuta.

Ora, da qualche mese, è partita l’occupazione delle famiglie rimaste senza casa. Resa possibile anche dal fatto che la corrente non può essere staccata: in cima al grattacielo, per la sicurezza aerea, devono infatti restare accese le luci di segnalazione dell’edificio.

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