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Il dolore dell’amico «Eravamo in stanza insieme in hotel»

Il dolore dell’amico «Eravamo in stanza insieme in hotel»

«Venivamo spesso qui, lui amava il mare». Ha le lacrime agli occhi uno degli amici di Kinteh Ousman. «Era in stanza con me all’hotel Giappone, era mio amico, gli volevo bene», dice parlando un po’ in...

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«Venivamo spesso qui, lui amava il mare». Ha le lacrime agli occhi uno degli amici di Kinteh Ousman. «Era in stanza con me all’hotel Giappone, era mio amico, gli volevo bene»,

dice parlando un po’ in italiano un po’ in inglese, sconvolto dal dolore. «Siamo qui da sei mesi, veniamo dal Gambia - continua il ragazzo - È bello venire al mare, soprattutto con questo caldo. Ci siamo immersi, ma quando siamo risaliti in superficie, lui non c’era più. E non siamo riusciti più a trovarlo. È stato terribile», dice il giovane.

La tragedia degli scogli dell’Accademia ha stravolto tutti i bagnanti. Ha la voce bassa e gli occhi smarriti Adda Mancini, che con il marito Pietro Susini è stata la prima a chiamare i soccorsi: «Che tragedia - dice la donna - E vedere quei ragazzi sofferenti mi ha fatto tanto male. Tremavano, erano sotto choc. Così giovani, speravano di passare un momento di svago. E guarda cosa è successo». Il marito riflette sulla vita del gambiano: «Chissà cosa avrà passato per venire qua in Italia: morire così è tremendo».

I soccorritori della Misericordia e il medico del 118 Lorenzo De Toffoli ci hanno creduto fino in fondo nella possibilità di salvarlo. Ma dopo un’ora di rianimazione, anche loro si sono dovuti arrendere. (l.l.)

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