Il Tirreno

Livorno

Case-albergo e una mostra permanente

di Lara Loreti
Case-albergo e una mostra permanente

Il neo assessore Andrea Morini sfodera il suo programma per rilanciare il turismo sull’isola carcere più nota al mondo

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GORGONA. Il sogno di Andrea Morini, neo assessore comunale con delega speciale alla Gorgona, è quello di trasformare l’isola carcere in una meta turistica privilegiata, dove le persone possano passeggiare, godersi il mare e i paesaggi incantevoli, guardare mostre fotografiche in grado di rivelare scorci inattesi, e anche dormire nelle numerose strutture oggi inutilizzate. Non solo d’estate, ma anche fuori stagione. Un progetto su cui Morini sta studiando da tempo e che ha messo a punto nella recente gita sull’isola organizzata a fine giugno dall’amministrazione penitenziaria e dall’azienda Frescobaldi, che in Gorgona da quattro anni porta avanti il progetto del vino dei detenuti.

«Questa isola è parte integrante del territorio livornese - dice Morini - ed è proprio puntando su questo aspetto che la nostra amministrazione vuole rilanciarla e avvicinarla, attraverso il “ponte” di Livorno, alla terraferma. È un’idea che io ho in testa da tempo insieme al progetto, che oggi è realtà, di istituire una delega ad hoc dell’assessorato per migliorare i rapporti con l’isola».

Come fare? Sono fondamentalmente tre i fattori su cui punta Morini. Innanzitutto, realizzare il cosiddetto albergo diffuso, cioè una forma di ospitalità dinamica che permette di sfruttare le case come fossero strutture ricettive. E in Gorgona di abitazioni ce ne sono tante. Tutto sta a ristrutturarle. «Sarebbe bello e funzionale sistemare le case del paese, quelle più vicine al mare, e utilizzarle per l’ospitalità dei turisti, ovviamente nel pieno rispetto del territorio - dice l’assessore - Per far ciò, è necessario collaborare con il demanio, proprietario delle strutture: una cosa che vedo possibile e auspicabile. Oggi, infatti, dormire sull’isola per chi viene da fuori è pressoché impossibile. Sarebbe un bell’impulso».

Una seconda idea, fattibile con tempi più immediati e che per questo l’assessore conta di realizzare a breve, è quella di allestire una mostra fotografica permanente sulle bellezze dell’isola, nella stanza dove una volta c’era l’anagrafe, sempre nel paese, non lontano dal porticciolo. Tra l’altro un embrione di questo più ampio progetto è già in atto: all’ingresso dello spaccio, sulla bellissima terrazza panoramica dell’isola, sono in esposizione le foto dell’agente penitenziario, con la passione per l’obiettivo, Pierangelo Campolattano: il carcere e le celle, interpretati in una forma artistica, i tramonti e la natura tutta, catturati in scatti irripetibili.

Nel programma di Morini c’è anche la tutela dei residenti, che vanno diminuendo di anno in anno. Oggi sono 17: di questi, solo l’anziana Luisa Citti vive sull’isola 12 mesi l’anno. Gli altri fanno avanti e indietro perché per lo più lavorano a Livorno. «Il confronto con i residenti è essenziale - conclude Morini - e va cementato, ascoltando le loro esigenze e cercando di soddisfarle. Il tutto nella trasparenza e nella collaborazione con l’amministrazione penitenziaria e con il demanio, che deve essere totale. Noi siamo pronti».

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