Il Tirreno

Livorno

Bagni, cucine, pareti: così la Torre occupata della Cigna diventa casa - FOTO e VIDEO

di Juna Goti
Bagni, cucine, pareti: così la Torre occupata della Cigna diventa casa - FOTO e VIDEO

È salito a cinquanta il numero di famiglie sfrattate che vivono nel complesso dove aveva sede l’Agenzia delle Entrate. Ecco come si sono organizzate

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nonna Mara ha novant'anni. Apre la porta di casa e ci invita ad entrare, quasi fosse in un appartamento qualunque di un palazzo qualunque. A sinistra la cucina, a destra la prima camera ricavata tirando su una parete in cartongesso, al centro una tavolata apparecchiata (è quasi ora di pranzo). Di fronte la stanza in cui dorme: sul letto c'è «la mia gattina, che non mi abbandona mai». Racconta di quando col marito gestiva una baracchina di frutti di mare a Marina di Pisa. Appesa alla parete indica la foto in bianco e nero del viaggio di nozze fatto col marito a Firenze. «Me la sono portata dietro, mi fa sentire a casa». E così, anche a novant’anni, ci si ritrova a occupare.

Mara Neri Catastini vive con la famiglia nella Torre della Cigna. La sua è una delle cinquanta famiglie che ormai riempiono il mega complesso che una volta ospitava l’Agenzia delle Entrate. La struttura, finita per la prima volta all’asta nel 2008 e da allora quasi deserta, è stata occupata a febbraio da una ventina di persone. Oggi le famiglie che vivono in questo colosso di vetro e cemento alle porte della città sono più di cinquanta. Basta vedere i panni appesi alle finestre o le luci che via via, dopo il tramonto, si accendono dietro le vetrate degli ex uffici.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13786932:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13786932:1652956240/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Per motivi di sicurezza non è stato occupato il grattacielo di 19 piani che schizza verso il cielo, al centro del complesso: qui ci sono decine di locali vuoti, tra uffici e appartamenti, un piano seminterrato è allagato, gli ascensori sono fuori uso. Ma i blocchi laterali - in pratica la base della torre, tre piani per parte di corridoi e uffici - sono stati quasi completamente riempiti.

LEGGI ANCHE: "Un gigante rimasto vuoto e finito all'asta"

In un clima di surreale ricerca di qualche forma di normalità sono così spuntati bagni, lavatrici, cucine, pareti di cartongesso con tanto di quadretti dell’Ikea, mobili, giocattoli.

L’ex salone dell’Agenzia, al piano terra, è pieno di mobili: alle pareti ci sono ancora i cartelli che indicano gli sportelli dove prenotare i servizi. Ma lo spazio è in fase di trasformazione. Stanno venendo su pareti e paretine di cartongesso, gli occupanti stanno ricavando una serie di appartamenti. Una famiglia algerina - marito, moglie, figli - sta facendo il trasloco: armadi da montare, vestiti per ora ammucchiati sul letto, per terra i tappeti.

Ci sono italiani, marocchini, senegalesi, albanesi, romeni. Tutti dicono di aver perso il lavoro, poi la casa. Chi lavora al nero, chi un lavoro non lo trova. Quasi tutti ripetono di aver pensato di non avere scelta.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13786939:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/ho-perso-il-lavoro-e-la-casa-ora-occupo-viaggio-nella-torre-della-cigna/64876/66276]]

Come Jilali Khayari, 29 anni, in Italia da quindici. Vive alla Cigna da qualche mese con moglie, figlio piccolo e suoceri. Negli spazi occupati ha tirato fuori una sala piena di foto incorniciate, una cucina in muratura, le camere. «Ho lavorato per nove anni a Perignano, facevo il verniciatore, lavoravo il vetro. Poi ho perso il lavoro, non riuscivo più a pagare l’affitto, ad aprile mi hanno sfrattato da piazza Cavallotti, non sapevo dove andare».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13783051:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/07/07/news/dieci-edifici-occupati-in-citta-e-100-famiglie-in-lista-d-attesa-1.13783051]]

Saliamo la scala che porta al primo piano con Giovanni Ceraolo e Fabio Caso, del comitato casa e di Asia Usb. Ed ecco i primi corridoi di uffici trasformati in appartamenti. C’è una famiglia livornese: Roberto Catastini (62 anni), la moglie, la madre di novant’anni, il figlio, la nuora e il nipotino. «Ho perso il lavoro, facevo il camionista, non sapevo dove sbattere la testa e mi sono ritrovato a fare questa cosa. È la prima volta che mi capita. Per otto anni e mezzo ho pagato 950 euro al mese di affitto, poi non ce l’ho fatta più». Catastini ha trasferito nell’ex ufficio vista svincolo della Variante la camera matrimoniale di quando ha sposato. «Chiedo la possibilità di avere una casa, un lavoro. Con la legge Fornero dovrei andare in pensione fra cinque anni...».

 

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.13783130:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2016/07/07/fotogalleria/viaggio-nella-torre-della-cigna-occupata-1.13783130]]

Diversa è la storia di Maurizio Mazzoni (45), che vive al piano di sopra. «Dopo anni tra dormitori, affittacamere e compagnia bella mi sono rivolto al comitato. Il Comune mi aveva offerto la possibilità di stare in una struttura fissa, ma ho preferito venire qui».

Lungo il suo corridoio alcune porte sono allucchettate, con il nome scritto a penna direttamente sul legno. Altre sono decorate. Qui vive anche la famiglia di Jaho Hoxha (54), albanese, da 22 anni a Livorno. Occupa con moglie e due figli appena maggiorenni. «Ho lavorato per la Piaggio dal 2006 al 2013, poi siamo rimasti a casa in cinquanta. Mia moglie lavorava per un albergo, poi è stata licenziata. Il suo datore di lavoro era anche il proprietario di casa, alla fine siamo stati sfrattati». A febbraio. «Sono andato in Comune con la valigia, mi hanno detto di aspettare, di andare a Casalp. Le stesse forze dell’ordine mi hanno poi detto di provare a sentire alla Cigna...». «Uno dei miei figli va a scuola, l’altro ha una borsa lavoro. Io non trovo niente e non ho più speranza. Se trovassi lavoro me ne andrei domani...».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12998855:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/02/21/news/morte-della-cigna-da-torre-del-futuro-a-rifugio-degli-ultimi-1.12998855]]

Marcella Ribechini, invece, vive con Lucky, il suo cane, e da qualche mese si dà da fare per il comitato casa. Racconta di aver lavorato per un ristorante «che è fallito», ha assisto un anziano che è venuto a mancare. «E all’improvviso mi sono ritrovata da sola e non ce l’ho fatta più a pagare i 300 euro di affitto. Avevo fatto domanda per l’emergenza abitativa a Colle, dovrò rifarla a Livorno. Succede così: all’improvviso ti piomba tutto fra capo e collo e...».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web