Toscana
Rigassificatore Edison, una nuova bocciatura
Rosignano, l’altolà nella delibera sul rapporto di sicurezza. Franchi: «Aggravio del livello di rischio»
ROSIGNANO. Non convince per nulla la giunta comunale rosignanese il rapporto di sicurezza di Edison sul rigassificatore. Dopo il giudizio politico negativo espresso all'indomani della presentazione della variante - che di fatto cancella il raddoppio dello stoccaggio di etilene a San Gaetano e prevede un carico di gnl presso il pontile Solvada anche con bettoline oltre ad una stazione di servizio per autocisterne dentro l'area Solvay - ieri pomeriggio l'esecutivo del municipio di Rosignano ha approvato una delibera con cui si respinge il rapporto dell'azienda. E si chiudono, nuovamente, le porte all'ultima versione del Progetto Rosignano che il colosso francese vorrebbe realizzare.
Il documento fa parte delle osservazioni che enti, associazioni e cittadini possono presentare entro 45 giorni dalla pubblicazione sul sito del Ministero dell'Ambiente (23 maggio scorso) del Rapporto preliminare di Sicurezza. Per suffragare queste osservazioni l'amministrazione comunale si è avvalsa del contributo dei tecnici interni e di un pool di professionisti esterni coordinato dall'ingegner Nicola Marotta. "Alla luce di quanto fornito dai tecnici comunali e dai consulenti esterni - ha detto ieri il sindaco Alessandro Franchi - abbiamo evidenziato che con questo progetto non solo non si risolvono alcune criticità che riguardano la liberazione dell'area di San Gaetano e la fascia di rischio per l'abitato di Vada ma si registra un aggravio del livello di rischio. E noi non vogliamo aumentare il rischio industriale sul territorio". Franchi ribadisce che non c'è alcuna preclusione da parte del Comune di Rosignano nei confronti di progetti industriali che investono sul territorio, ma gli stessi devono essere compatibili con l'ambiente e con la sicurezza dei cittadini. A rafforzare questa posizione, dicevamo, due pareri: quello dei tecnici comunali firmato dal responabile unità operativa Ambiente Leonardo Garri e dalla responsabile dell'unità di Pianificazione Territoriale Stefania Marcellini. E quello del pool guidato dall'ingegner Marotta. Nel primo si evidenzia il mancato inserimento del serbatoio di etilene nelle valutazioni di rischio. Ma anche la mancanza di valutazioni dei cosiddetti "effetti domino", non si tiene conto di condizioni di vento più sostenuto e devono essere "approfonditi gli scenari relativi alla presenzas di navi etileniere, metaniere, bettoline e rimorchiatori in testa al pontile e le tempistiche di carico e scarico". La sintesi delle osservazioni dei tecnici esterni porta la firma dell'ingegner Marotta. Vede una "incompatibilità territoriale" che si manifesta in corrispondenza della zona residenziale Villaggio Pontile ed in corrispondenza dell'area limitrofa prospiciente via del Porto. E ciò alla luce del tracciato delle tubazioni criogeniche.Si fa notare che la dismissione delle condotte di etilene che avrebbe dovuto esserci col precedente progetto rappresentava "un'evidente misura di mitigzione del rischio e un generale miglioramento delle condizioni di sicurzza". Si fanno poi significativi appunti sulle tubazioni di scarico-ricircolo ricordando come una delle prescrizioni del Nof (nulla osta di fattibilità) dl 2006 riguardava per tutte le condotte gnl la realizzazione con la "tecnologia del doppio tubo con controllo dell'intercapedine". Si invita inoltre a stralciare la previsione di trasporto gnl con ferrocisterne.
Andrea Rocchi
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