Il Tirreno

Livorno

Relazione choc sui conti di Spil: «Milioni di debiti nel bilancio»

di Federico Lazzotti
Il parcheggio odeon di Spil
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Il parcheggio odeon di Spil

Livorno, il collegio sindacale gli amministratori: via al piano di risanamento della società, altrimenti è a rischio la continuità aziendale

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LIVORNO. Oltre un milione e cento mila euro di perdita di esercizio, a fronte di un patrimonio (quasi totalmente immobiliare) di 19,2 milioni e una posizione finanziaria negativa di poco superiore ai 31milioni. Ma non solo: rate dei mutui scadute e debiti nei confronti di fornitori, enti previdenziali ed Erario per altri due milioni di euro di rosso. Cifre e numeri critici, tanto da «mettere a rischio la continuità aziendale di Spil», la società a partecipazione pubblica proprietaria tra gli altri immobili dell’ex cinema Odeon.

È una relazione choc quella contenuta nelle cinque pagine firmate il 16 giugno scorso dal collegio sindacale che fotografa la situazione della società al 31 dicembre scorso. Scrivono nella premessa Raffaele Dynys, Susanna Corsini e Giuseppina Palasciano: «È nostra la responsabilità del giudizio professionale espresso sul bilancio d’esercizio e basato sulla revisione legale».

Il nostro esame - proseguono - «è stato condotto secondo i principi di revisione, al fine di acquisire ogni elemento necessario per accertare se il bilancio d’esercizio sia viziato da errori significativi e se risulti, nel suo complesso attendibile». Purtroppo, però, lo stesso collegio, nel capitolo successivo spiegano di non aver «acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati per basare il nostro giudizio».

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Situazione economica. Dunque i professionisti non sono stati messi nelle condizioni di farsi un’idea sui conti di Spil da parte degli amministratori. «Nonostante una serie di eventi - scrivono - che presi singolarmente o nel loro complesso potrebbero far sorgere dubbi riguardo alla continuità aziendale. Ciononostante gli stessi (amministratori) hanno ritenuto di redigere il bilancio nel presupposto della continuità “nonostante il progressivo irrigidimento della situazione finanziaria che oltre a frenare l’attivazione di nuovi progetti ha comportato difficoltà a rispettare i piani di rimborso dei prestiti e fronteggiare i pagamenti correnti”».

Nella relazione il collegio rivela come gli amministratori abbiano deliberato vista l’urgenza l’urgenza «l’attivazione di una procedura per la definizione di un piano di risanamento del debito attraverso l’articolo 67 della legge fallimentare», una manovra soft e meno impattante (anche perché non prevede controllo del giudice) rispetto alla paventata ristrutturazione del debito o al concordato preventivo.

Nel documento di cui siamo venuti in possesso, si cita più volte la nota integrativa degli amministratori di Spil. E in particolare il capitolo che riguarda la continuità aziendale nella quale i vertici della società ribadiscono che «il bilancio è stato redatto in base al principio della continuità aziendale e l’organo amministrativo ha approvato tale bilancio, in quanto, rivelando delle criticità, non ha espresso alcuna intenzione a interrompere l’attività o liquidare la società». L’obiettivo? «Porre in essere - si legge - cessioni di asset non strategici e di rinegoziare termini di pagamento dei prestiti».

Il futuro. Detto della richiesta - come già effettuato dal Comune di Collesalvetti - di uscire dal Spil presentata dalla Provincia e dalla Camera di Commercio, il collegio spiega come il bilancio 2015 «sia stato redatto formalmente in modo corretto e risulta conforme alle norme di legge subordinatamente al verificarsi degli eventi e delle azioni indicate dagli amministratori».

In assenza di questi cambiamenti è la conclusione che lascia pensare a nuvole grigie sul futuro di Spil «la continuità aziendale ne sarebbe decisamente compromessa». Ecco perché «prima di approvare il bilancio d’esercizio 2015», forse è meglio pensarci bene.

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