Il Tirreno

Livorno

Due bebè salvati in una settimana dal medico-angelo in servizio al 118

di Gianni Tacchi

Il racconto di Lorenzo de Toffoli: dopo il neonato salvato in zona Fabbricotti, un episodio identico a Shangai «Il latte era rimasto di traverso a tutti e due, non respiravano: per fortuna siamo intervenuti in tempo»

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LIVORNO. Un altro neonato con il latte della mamma rimasto di traverso, un’altra crisi respiratoria e un altro soccorso da brividi. E per fortuna un altro lieto fine. Una settimana dopo il caso del bebè di 14 giorni salvato nel quartiere Fabbricotti, l’altra notte a Shanghai si è verificato un episodio simile. Anzi, identico. Un neonato di 35 giorni, dopo la poppata, è andato infatti in apnea per colpa del latte.

I genitori, due nigeriani che vivono in città da anni, sono andati subito nel panico e hanno iniziato a urlare nel cuore della notte, dato che erano le 4. Le grida hanno svegliato una vicina, che si è preoccupata, ha bussato alla porta della coppia e - vista la situazione del bambino - ha chiamato immediatamente il 118. In attesa dell’arrivo dei soccorsi, che sono arrivati nel giro di soli 4 minuti, la donna - guidata telefonicamente dal medico della centrale operativa - ha svolto le prime manovre sul corpo del bebè. Che poi, grazie all’intervento dell’ambulanza con il medico a bordo, è stato liberato dal latte ed è tornato a respirare regolarmente. Ed è stato portato all’ospedale, inizialmente nella shock room per precauzione. «Ma ora sta benissimo, non ci sono più problemi», la precisazione del dottore.

IL MEDICO-ANGELO. Già, il dottore. A intervenire è stato un mezzo della Misericordia di via Verdi, esattamente come la scorsa settimana vicino villa Fabbricotti. E a bordo c’era lo stesso medico del 118, Lorenzo de Toffoli, un angelo capace di salvare due neonati nel giro di sette giorni. «È stata una doppia fortuna - minimizza - i due bambini avevano lo stesso problema, quello del rigurgito dopo il pasto dato dalla madre. Non respiravano, rischiavano veramente di soffocare... Ma per fortuna eravamo nelle vicinanze in entrambi i casi e siamo riusciti a risolvere le cose. L’altra notte è stato fondamentale il primo intervento della vicina, una livornese di circa 40 anni, che ha effettuato le prime manovre sul bambino e ci ha permesso di guadagnare un po’ di tempo per salvare poi il bambino». Che poi è stato stabilizzato e portato all’ospedale, dove i genitori hanno tirato un sospiro di sollievo infinito e si sono lasciati andare a un pianto liberatorio. «Sì, è emozionante vedere la serenità di una famiglia dopo la paura, la preoccupazione, le lacrime... Sono sensazioni fortissime, difficili da descrivere. Da parte nostra l’attenzione è sempre massima, sia davanti a un trentenne che a un ottantenne, ma quando si tratta di bambini scatta qualcosa in più».

5 CASI IN 5 MESI. De Toffoli, medico chirurgo nato a Siena, lavora da anni a Livorno dopo aver fatto il volontario sulle ambulanze per una vita. E nell’ultimo periodo non ha salvato soltanto questi due neonati... «No, negli ultimi 5 mesi - racconta - mi sono trovato davanti a 5 casi del genere. E per fortuna è andata sempre bene».

Ma l’aumento non è casuale. «Questo fenomeno, che pochi anni fa sembrava praticamente scomparso dalle nostre parti, purtroppo si sta ripresentando con frequenza. Perchè? Credo che i motivi principali siano due. Intanto l’arrivo di tanti extracomunitari in Italia ha influito moltissimo, visto che in alcuni Paesi non c’è attenzione sotto questo punto di vista. E poi perché i nostri neo genitori non seguono più i corsi su questo tema, la disostruzione delle vie aeree in età pediatrica: io lo consiglio a tutti, perché può salvare delle vite proprio come il Bls (Basic life support, ndr). Per me tutto questo dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole, non possiamo sottovalutare un problema così evidente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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