Il Tirreno

Livorno

Scontro Maltinti-Nogarin, i sindacati sparano a zero «La legge vuole dirigenti autonomi, la giunta non li sopporta»

La direttrice Sandra Maltinti e, a destra, il sindaco Filippo Nogarin (Marzi Pentafoto)
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La direttrice Sandra Maltinti e, a destra, il sindaco Filippo Nogarin (Marzi Pentafoto)

I vertici provinciali di Cgil Cisl Uil vanno all'attacco sul caso che contrappone al sindaco Nogarin la direttrice generale del Comune Sandra Maltinti. Chiedono chiarezza e accusano la giunta

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LIVORNO. Le segreterie provinciali e aziendali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil mettono nero su bianco una lunga nota sul durissimo scontro fra la direttrice generale del Comune Sandra Maltinti e il sindaco Filippo Nogarin, e soprattutto alle dichiarazioni di Maltinti in prima commissione. Chiedono che sia fatta la “massima chiarezza” (nei “tempi più rapidi possibili, nell'interesse dei lavoratori e dell'amministrazione stessa”) visto che in quella audizione Maltinti ha “alluso a pressioni, a stanze politiche e non amministrative dove si sta componendo la macrostruttura, a gare in corso di pubblicazione bloccate per ingerenza politica, ad assessori e consiglieri comunali che per realizzare le loro personali iniziative, pongono in essere indebite ingerenze grazie ad impiegati accondiscendenti”.

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Bisogna ricordare che “lo stesso sindaco Nogarin ha ritenuto valido e utile l'apporto professionale della dirigente Maltinti dato che il contratto di lavoro lo ha promosso e firmato proprio lui.

Se i sindacati tornano all’attacco è perché sono preoccupanti del fatto che “questa amministrazione non sopporta una dirigenza che la legge italiana ed il contratto nazionale di lavoro vuole autonoma e responsabile”. La posta in gioco? Non è solo “la dignità di un dirigente, che sembrerebbe vittima di un cambiamento di umori del sindaco, della giunta e della sua maggioranza”. Cgil, Cisl e Uil fanno riferimento a “una questione più generale e importante: il rapporto tra politica e dirigenza”.

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Secondo i tre sindacati confederali, deve essere sì “contrassegnato da una reciproca collaborazione, che può non essere immune anche da una dialettica vivace”, ma deve essere svolto “sempre  nel rispetto dei ruoli e della reciproca autonomia”.

In gioco – viene sottolineato nel lungo documento sindacale che tocca molti altri punti - c'è anche “un lavoro immane da fare all'interno delle stanze del Comune perché sia  restituita alla  città la sua dignità , attraverso la ripresa economica e la nascita di nuove prospettive di  lavoro con nuovi finanziamenti indispensabili perchè avvenga al più presto il superamento della  dichiarata area di crisi”.

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