Il Tirreno

Livorno

San Jacopo, il fascino della cripta Si punta anche a una sala museo

di Roberto Riu
San Jacopo, il fascino della cripta Si punta anche a una sala museo

L’iniziativa del comitato Il Gioiello Dimenticato (in tandem con la parrocchia del lungomare) Usciranno dai magazzini antichi candelabri e labari. Il giallo della salma del frate ignoto

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LIVORNO. Diventerà una sala museo l'ampio locale adiacente alla cripta di origine medievale situata sotto la chiesa di San Jacopo in Acquaviva: i lavori di restauro sono appena iniziati e si pensa possano terminare entro fine luglio per poter così riprendere le visite guidate all'interno dell'antico complesso sotterraneo che si sta sempre più rivelando un luogo di grande interesse.

Questi risultati non sono caduti dal cielo, ma derivano dall'impegno assiduo del Comitato "Il gioiello dimenticato" che, in collaborazione con la parrocchia di San Jacopo, si batte da tempo con i suoi volontari per il recupero e la opportuna valorizzazione di uno dei luoghi più antichi e significativi di Livorno, rimasto però a lungo impraticabile ed in sostanza abbandonato e sconosciuto fino a pochi anni fa: per questo il Comitato fa appello alla cittadinanza perchè chiunque con un piccolo contributo possa sostenere le spese per portare a conclusione il restauro. In totale saranno cinque i locali sotterranei visitabili ovvero il museo, la sala degli stemmi, la sala delle lapidi, la cripta propriamente detta e la sala con le immagini di quei santi in qualche modo legati alla storia o alla leggenda del luogo (come san Giacomo, sant'Agostino, san Francesco).

In particolare nella sala museo saranno esposti, all'interno di vetrine, candelabri di legno e di ottone, lampioni e labari che anticamente erano portati in processione, crocifissi ed altri oggetti sino ad ora racchiusi in un deposito al di sotto del campanile.

«Ogni sala - spiega Enrico Del Chicca (comitato Gioiello dimenticato) - avrà la sua targhetta di marmo con l'intitolazione, mentre la cripta avrà all'ingresso una scritta in ferro battuto».

La sala degli stemmi accoglierà invece, fra l'altro, le effigi della Compagnia del Santissimo Sacramento (che dal 1710 al 1775 si occupò delle sepolture) e della Congregazione dei Fruttaioli, oltre ad una lapide con la fessura per le elemosine intitolata alla Madonna di Pompei (rinvenuta sotto terra durante gli scavi per il restauro). Nella sala delle lapidi troveranno invece posto alcune lastre tombali provenienti dal non più esistente cimitero, situato un tempo vicino alla chiesa, impiantato verso il 1577 e dismesso nel 1915 (così come fu smantellato il piccolo cimitero privato di via Goito, anch'esso collegato alla parrocchia di San Jacopo): i resti mortali accumulatisi in circa tre secoli furono deposti in un ossario accanto alla cripta.

All'interno dell'ossario, visibile da una finestrella, spicca inoltre la bara aperta in cui giace la salma risalente a chissà quanti secoli fa ed ormai del tutto scheletrizzata di un ignoto frate agostiniano che sino ad una sessantina di anni addietro, così viene raccontato da anziani santiacopini, era esposta racchiusa da un vetro ed aveva il volto ancora contornato dalla barba. In tal senso, attraverso uno studio antropologico, potrebbe essere interessante sapere almeno quando è vissuto e poi magari provare a dargli un nome indagando negli archivi: ci sarà pure un motivo, dimenticato col tempo, per cui è stato custodito in quel modo a differenza degli altri suoi confratelli defunti nello stesso luogo.

Intanto per la festa di San Jacopo che si celebrerà il prossimo 25 luglio la parrocchia e la Pro-Loco di San Jacopo hanno in programma una serie di iniziative fra le quali la tradizionale processione sul mare, la Messa solenne con il coro parrocchiale ed un paio di conferenze con gli interventi di Clara Errico e Michele Montanelli sui Lazzaretti un tempo esistenti nei dintorni e di Enrico Zucchi sul Parco Eden-Montagne russe dove i livornesi andavano a divertirsi durante il periodo estivo tra la fine dell'Ottocento ed i primi del Novecento in piena Belle Epoque. Info: per il Comitato "Il gioiello dimenticato" Enrico Del Chicca tel. 334-146288 e Gianfranco Leonini 328-9038990. E-mail: a.snacirto@gmail.com

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