Gioco
Sorpresa, è buona la qualità dell’aria
L’assessore Vece: «Eravamo tra le città della Toscana che sforavano i limiti delle polveri killer, adesso non più»
LIVORNO. La qualità dell'aria a Livorno è buona. Non solo: migliora ogni anno. Lo certificano i dati forniti dall'amministrazione comunale che ha presentato il piano quinquennale di azione comunale (Pac) per la qualita' dell'aria. Nessun sforamento di polveri sottili (Pm10), qualche problema ma contenuto per il biossido di azoto. A fornire i dettagli, Giuseppe Vece, assessore all'ambiente, e Gloria Canessa, del settore ambiente del Comune.
Un quadro che permette alla nostra città di poter attuare circa una trentina di interventi volti alla riduzione ulteriore dell'inquinamento, nei settori della mobilità, dell'edilizia ed energia, con misure anche di informazione ed educazione ambientale, ma soprattutto consente a Livorno di non dover ricorrere a «interventi contingibili urgenti», leggasi blocchi del traffico. Numeri che francamente sorprendono un po', anche se il trend positivo è cominciato nel 2011.
Assessore Vece, non c'è un comitato che si occupi di ambiente a Livorno che non pensi esattamente il contrario. Ovvero che a Livorno la qualità dell’aria sia pessima e impestata dai fumi del porto e dell'inceneritore e di quel che resta dell’industria locale.
«Lo so, ma questi sono i dati. Nel 2011 in Toscana Livorno era tra i 30 comuni che sforavano il Pm10, oggi non più, mentre i comuni che superano i limiti di legge sono adesso 63».
Ma che è successo in questi anni?
«Il cambio del parco auto – risponde Canessa – ha sicuramente contribuito al raggiungimento di questo obiettivo. Inoltre all'industria sono state imposte regole ferree, con l'obbligo di filtri e quant'altro».
In effetti l'industria ha raggiunto risultati eclatanti stando ai grafici anche se riferiti agli anni 1995-2010. Rimanendo nelle sole Pm10 e Pm2,5 l'industria (che comprende tutti gli impianti con combustione industriale e processi con combustione) sono passati nel primo caso da 432 a 20, e nelle Pm2,5 da 3030 a 10.
Si ricoderà che nele precedenti legislature la qualità dell'aria è stata al centro di grandi discussioni, con sforamenti frequenti e blocchi del traffico ripetuti, soprattutto ai tempi in cui era sindaco Lamberti.
La colpa sembrava soprattutto della centrale Enel e di Eni: nel documento mostrato, le emissioni della raffineria non si contabilizzano perché la sede dell'impianto è in territorio di Collesalvetti...
«Lo ricordo bene perché ero già qui», risponde Canessa. «Le centraline monitorano tutte le fonti inquinanti. Dai dati in nostro possesso è il riscaldamento casalingo la maggior fonte di inquinamento insieme al traffico. Ma il fatto che a Livorno si usi il metano riduce l'inquinamento e molto hanno fatto i motori diesel più evoluti che però a fronte di minori emissioni di Pm10 ne hanno maggiori di No2. In futuro però il dato dovrebbe migliorare grazie a motori migliori».
Per chi pensasse malignamente che le centraline abbiano delle tare sbagliate va detto che tra il 2013 e il 2014 è stata realizzata un'ulteriore indagine da parte di Comune e Arpat che ha sostanzialmente confermato i dati. Ricapitolando per il Pm10 il miglioramento è confermato e siamo ampiamente nei limiti, rimane la criticità sulle concentrazioni di biossido di azoto (No2) nella sola stazione di viale Carducci dove fino al 2014 si sforava il limite (41 contro 40). «Un situazione buona», ha concluso Vece: «Ma vogliamo però migliorare con varie iniziative, alcune già finanziate altre no, a partire già da quest’anno».
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