Il Tirreno

Livorno

Ecoturismo, eventi e sport Ecco la Colle dell’Unesco

di Lara Loreti
Ecoturismo, eventi e sport Ecco la Colle dell’Unesco

Il programma del sindaco Bacci sull’ingresso nelle Selve costiere di Toscana «Siamo in un brand strategico: qui le presenze crescono del 15% ogni anno»

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COLLESALVETTI. Non un vincolo, ma un’opportunità per valorizzare le bellezze naturali del territorio, attraverso turismo sostenibile e bioedilizia. È questa la chiave giusta per interpretare la tutela che l’Unesco ha fornito a un’ampia parte del territorio di Collesalvetti, da poco entrato a far parte della famiglia delle Selve costiere di Toscana. Un riconoscimento prestigioso, che gli esperti di Lima hanno conferito ad alcune delle riserve più affascinanti della zona di Colle, dall’Oasi della Contessa a Biscottino, da Parrana a Guasticce. Un percorso a macchia di leopardo che costituisce uno stimolo importante per l’amministrazione comunale, alle prese con una sfida dal sapore internazionale.

È per questo che nei giorni scorsi nell’azienda Vigneti di Nugola di Frescobaldi, a Mortaiolo (Vicarello), il direttore Federico Falossi ha ospitato un convegno, moderato dall’assessore Riccardo Demi, che oltre al sindaco Lorenzo Bacci ha visto protagonisti Francesco Gazzetti, consigliere regionale del Pd, e una serie di esperti tra cui la stessa presidente del club Unesco per Livorno, Margherita Mazzelli, e il direttore del parco San Rossore Migliarino Massaciuccoli, Andrea Gennai.

Un’opportunità che il sindaco Bacci ha intenzione di cogliere al volo. «Non è un caso che negli ultimi anni il turismo a Colle stia aumentando del 10-15% - fa notare il primo cittadino - Il riconoscimento dell’Unesco non può che andare in questo senso. Fare parte delle Selve costiere toscane non vuol dire mettere le oasi Unesco sotto una campana di vetro, ma valorizzarle rispettando l’ambiente». Bacci sottolinea soprattutto che Colle sia entrata a fare parte del brand Toscana: «La stragrande maggioranza di chi viene dall’estero associa al brand Toscana l’idea di una grande città. Stiamo parlando un marchio che tiene dentro comuni limitrofi e che nasce perché a Lima hanno riconosciuto che queste aree sono in grado di coniugare la attività dell’uomo con la valorizzazione del territorio dal punto di vista naturalistico, enogastronomico e così via. Vendere all’estero questo pezzo di Toscana vuol dire poter offrire, nell’arco di una breve distanza mare, selve, boschi, in un sistema di cui ora Colle fa parte perché ha le carte di regola per attrarre turismo. Una cosa che altrove già avviene: basti pensare a Calci con la Certosa, a Torre del Lago col teatro, a Migliarino con il Parco di San Rossore e così via».

Ma come si fa a valorizzare tutto ciò? «Con la bioedilizia, quindi con strutture ricettive che rispettino l’ambiente, e soprattutto con turismo sostenibile, eventi e sport. Noi stiamo per presentare il nostro progetto sulle ciclovie tirreniche, che interesserà proprio le zone inserite nel Mab (Man and Biosphere) dell’Unesco». A questo proposito Bacci lancia un appello: «Chiedo al privato di essere collaborativo verso il pubblico, per il benessere reciproco. Solo così si possono ottenere risultati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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