Il Tirreno

Livorno

Cassa integrazione record Mai così dall’inizio della crisi

Da gennaio a maggio quasi 6 milioni di ore: il triplo rispetto al 2015 Non riguarda più solo gli operai: anche gli impiegati oltre il milione di ore

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LIVORNO. La cassa integrazione torna a volare nella nostra provincia: non potrebbe esserci indizio più netto del fatto che l’economia del territorio livornese fa ancora molta fatica a tenersi in carreggiata. Basti dire che nei primi cinque mesi dell’anno, secondo quanto risulta dalla banca dati statistica Inps, il numero delle ore autorizzate nel 2016 ha superato quota 5,7 milioni. Tradotto: più dei tre anni precedenti messi insieme. E non è tutto: se guardiamo all’indietro agli anni prima della crisi choc dei mutui subprime e del crac di Lehman Brothers negli Usa, ci accorgiamo che, per quanto il nostro apparato industriale non fosse scintillante neanche allora (ricordiamoci la chisura dello stabilimento Delphi come simbolo...), il ricorso alla cassa integrazione era quasi 45 volte meno del record attuale.

A ciò si aggiunga che il susseguirsi delle cifre, sempre riferite di anno in anno al periodo che va da gennaio a maggio, indica un pesantissimo aggravamento proprio nella fase più recente: i primi cinque mesi del 2014 avevano fatto registrare il dato più basso delle ore autorizzate di cassa integrazione mai riscontrato da quando siamo (dopo il 2008) ufficialmente capitombolati dentro la crisi. Ma mentre altrove si sono iniziati a vedere segnali di ripresa, qui da noi l’andamento della cassa integrazione segnala che tanto nel gennaio-maggio 2015 che, in misura addirittura quintupla, nello stesso periodo di quest’anno abbiamo avuto una impennata.

C’è una sottolineatura che merita attenzione. Mai prima d’ora, nei cinque mesi considerati, in provincia di Livorno per gli impiegati si era sfondato il tetto del milione di ore di cassa integrazione. È la riprova che la “cassa” non riguarda più solo le “tute blu” ma anche i “colletti bianchi”: nel 2006 ogni ora di cassa integrazione di impiegati ce n’erano 15 di operai, tre anni più tardi il rapporto si è ridotto a una ogni cinque. Ma proprio negli ultimi due anni questo equilibrio è cambiato: già nel 2015 si contava un’ora di “cassa” impiegatizia ogni 4,4 operaia, quest’anno siamo scesi a una ogni 3,7.

Da aggiungere: l’unico dato che scende è quello della cassa integrazione ordinaria. E anche questo ci lascia immaginare che la “febbre” sia tutt’altro che passeggera.

Mauro Zucchelli

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