Lutto
Grimaldi contrattacca: «Noi in regola, Moby ha navi vecchie»
La “guerra dei ro-ro” dopo le accuse del gruppo Onorato «Gettano discredito solo per difendere il loro monopolio»
LIVORNO. L’ultimo atto della “guerra dei ro-ro” fra i due big del settore a Livorno è una dura risposta del gruppo Grimaldi alle accuse di Onorato riguardo a una operatività fuori regola nello scalo labronico. Mette nero su bianco una nota in cui dal quartier generale di Grimaldi si respingono al mittente «tutte le accuse mosse circa le presunte violazioni delle norme di sicurezza da parte della concessionaria Porto di Livorno 2000».
Per «chiarire la verità dei fatti», Grimaldi ricorda che i collegamenti passeggeri e merci attivati dal gruppo a Livorno «hanno garantito un significativo sviluppo dei traffici portuali e della produttività del porto». In tale prospettiva – viene spiegato – «nel 2016 il Gruppo Grimaldi ha avviato, e successivamente potenziato, il collegamento ro-pax Livorno-Olbia. La concessionaria Porto di Livorno 2000 ha consentito l’utilizzo di banchine del terminal passeggeri per le navi ro-pax del Gruppo Grimaldi, nel rispetto delle norme vigenti, dettando comunque prescrizioni e procedure idonee a garantire l’operatività in condizioni di sicurezza».
Grimaldi contesta l’iniziativa di Onorato Armatori e Moby in quanto «diretta a gettare discredito non solo nei confronti della Porto 2000 ma anche nei confronti del gruppo concorrente che, dal gennaio 2016, ha interrotto il monopolio detenuto da Moby sulla rotta Livorno-Olbia, aprendo la rotta alla concorrenza e offrendo tariffe accessibili all’utenza turistica e commerciale del Porto di Livorno».
Non solo: Grimaldi ribadisce che «l’Antitrust ha recentemente avviato un procedimento diretto ad accertare l’attuazione di gravi condotte abusive e anticoncorrenziali da parte di Onorato Armatori, attraverso Moby, nei mercati del trasporto marittimo delle merci, al fine di escludere il Gruppo Grimaldi, tra l’altro, proprio dalla rotta Livorno-Olbia». Grimaldi ribalta su Onorato l’accusa di voler ostacolare l’accesso di nuovi concorrenti e sottolinea che le navi del gruppo concorrenti «hanno anche più di 40 anni di età e non consentono l’imbarco contestuale di merci e passeggeri, a differenza delle navi impiegate nel Porto dal Gruppo Grimaldi di cui si vuole ostacolare l’operatività».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
