Il Tirreno

Livorno

Gozzi alla partenza Domani il Palio gioca la carta tramonto

Gozzi alla partenza Domani il Palio gioca la carta tramonto

Per la prima volta la gara inizia alle 20. Ecco tutte le novità Parla Quercioli: «Dobbiamo riaccendere l’interesse storico»

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LIVORNO. L’esperimento sarà l’orario: gozzi per la prima volta alle otto boe di partenza al calar del sole, alle 20. La scommessa sarà il contorno, ovvero il profumo del Cacciucco Pride. Domani davanti allo scacchiere della Terrazza si accenderà la 79ª edizione del Palio marinaro. Da quest’anno il presidente è Maurizio Quercioli, 49 anni, vigile del fuoco e «ne vado orgoglioso»: viene dal canottaggio, nel suo palmares ci sono anche titoli italiani e oggi è segretario generale dei gruppi sportivi dei vigili del fuoco. Ma di lui non vuole parlare. Preferisce il low profile e subito ci tiene a ringraziare chi per tanti anni lo ha preceduto, Vittorio Pasqui.

Ma quali sono le principali novità dell’edizione 2016 della gara regina del trittico? «Il campo di regata - spiega Quercioli - non cambia. Ma cambia l’orario: ci siamo spinti verso il tramonto, sia per i ragazzi che vogano (a quell’ora fa meno caldo) che per il pubblico (il sole è più basso e si può vedere meglio la gara). Quindi si parte alle 19 con le ragazze, alle 19.30 gli under 18 e alle 20 il Palio. Avremmo voluto spingerci anche oltre (in notturna), ma non abbiamo potuto: si sarebbero presentati problemi di sicurezza e giustamente la capitaneria di porto ci ha dato questo limite». «È anche un discorso turistico - sottolinea poi spiegando la scelta di posticipare la gara -: se fai il Palio alle sei del pomeriggio la gente è al mare o al lavoro, chi ci viene?».

Quindi l’obiettivo è riportare il pubblico alla Terrazza? «In realtà l’obiettivo è un altro: tornare a coinvolgere la città a livello culturale, riaccendere l’interesse storico. Perché il Palio è la ciliegina sulla torta, ma la torta è fatta di storia».

Quest’anno la torta, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe in realtà essere più che altro un cacciucco, il Cacciucco Pride, che si chiuderà domenica sera proprio alla Terrazza. Farà bene al Palio? «Gli eventi collaterali fanno sempre bene - risponde il presidente - vedremo quali saranno i risultati, sicuramente valeva la pena provare. Poi il cacciucco è un piatto povero ma straordinario della cucina livornese, in un certo senso si avvicina al Palio».

La premiazione sarà fatta subito dopo la gara, «ma spero che in futuro si possa cambiare: mi piacerebbe organizzare una premiazione rievocativa in Comune. Comunque, e questa è un’altra novità, premieremo solo il primo equipaggio di ogni categoria, perché a tutti gli altri sarà consegnata una maglietta». Le casse piangono? Quercioli sorride: «Non è questo. Lo dico sempre: quando il Palio era una “selvaggina”, quando mettevano lì la famosa oca, al secondo non gli davano mica il petto, l’ala o la coscia...».

Ad accompagnare la manifestazione ci sono video, foto e storia della città e delle cantine che scorrono su un sito (www.gareremierelivorno.it) curato ad hoc («su questo abbiamo fatto un grosso lavoro con il contributo di tutti», ripete»).

Ma per la prima volta in acqua non ci saranno le gozzette a quattro remi. Perché? «Inutile girarci intorno, mancano i vogatori», risponde senza mezzi termini: «Il problema di fondo è che serve un rinnovamento, ma per ottenerlo bisogna strutturarlo. Bisogna andare nelle scuole, non portando i remoergometri, ma spiegando la storia, raccontando e facendo vedere ai ragazzi la Livorno dei canali, la città vista dal mare». Così lancia un’idea: «Mi piacerebbe fare il primo Palio studentesco cittadino. Piano piano si tornerebbe ad avere un turnover di vogatori. Tenendo anche vivo il rapporto con il canottaggio, che di fatto è un bacino anche per il Palio».

Non sembra comunque esserci l’intenzione di tornare alla gara delle gozzette («che senso ha far vedere al pubblico gli stessi rioni a quattro e a dieci ? Semmai facciamo dei miglioramenti con una fascia di intersezione tra ragazzi e senior».

Ok, ma intanto domani il nuovo presidente chi tifa? La risposta è diplomatica: «Sono nato in Borgo Cappuccini 191, dalla parte di mio padre sono stati fondatori del Venezia, da quella di mia madre sono legati al Borgo. Io sono cresciuto all’Ardenza e ora abito alla Scopaia, ho vogato nel Salviano e nello Shangai». Detto questo: «Tutti hanno bisogno di una mano, ma in questo caso tifo per quelle sezioni nautiche che sono più in difficoltà: economica e strutturale o perché hanno bisogno che i giovani si facciano vedere». Magari anche nel ruolo di dirigenti. Così ecco l’appello: «Mettano in pratica quello che hanno imparato da atleti e diano il loro contributo».

Juna Goti

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di Redazione web