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Livorno

Oggi Livorno sciopera per ripartire

Oggi Livorno sciopera per ripartire

Cgil, Cisl e Uil in piazza chiedono uno sforzo unitario a politica e istituzioni

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LIVORNO. «Dallo sviluppo ai nuovi posti di lavoro». I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil lanciano lo sciopero generale territoriale chiamando la mobilitazione della città con lo scopo di lanciare un messaggio chiaro: Livorno si ferma per un giorno con l’intenzione di risollevarsi. L’appuntamento è per stamani alle 9 con il concentramento in piazza Magenta, e il corteo, che dopo aver attraversato le vie del centro, si radunerà in piazza del Municipio dove ai tre esponenti delle segreterie generali, Franco Martini (Cgil), Gigi Petteni (Cisl)e Guglielmo Loy (Uil) sono affidate le conclusioni.

Livorno vive una crisi occupazionale profonda che sta creando indiscutibili difficoltà nella nostra area in ordine alla tenuta sociale - dicono i sindacati - senza dubbio figlia della crisi internazionale che si è manifestata nel 2008, ma anche frutto della mancanza di una politica industriale nazionale, della perdita di competitività del territorio e delle decisioni da parte di alcune multinazionali di chiudere e delocalizzare le produzioni.

Una situazione che ha portato i sindacati a indire lo sciopero generale per rivendicare un impegno da parte della Regione Toscana e del Governo per un rilancio dell’economia e dell’occupazione. «Con il contributo delle istituzioni abbiamo ottenuto il riconoscimento di area di crisi complessa e un accordo di programma per Livorno-Collesalvetti-Rosignano», affermano ancora i confederali, «strumenti che, se saranno utilizzati al massimo, potrebbero rappresentare uno strumento importante per ridare competitività al territorio, consolidare il tessuto industriale ed economico esistente e creare le condizioni per attrarre nuove attività». Per questo motivo occorre dunque secondo i sindacati ritrovare una forte unità tra le istituzioni regionali e locali, una forte unità tra tutte le forze politiche per programmare, sviluppare e costruire insieme e, soprattutto, una forte unità all’interno della città su programmi e percorsi condivisi in modo da dare quelle risposte che il sistema produttivo territoriale richiede e che, se lasciate alla gestione dei soli interessi economici, non trovano il giusto sostegno della popolazione, e a volte anche tra gli stessi lavoratori.

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