Gioco
Nogarin fa mea culpa: ho sbagliato a nominarla
Il sindaco dopo il licenziamento: «Ha detto cose gravi frutto solo della sua fantasia» La direttrice non parla ma è pronta al ricorso: si preannuncia una battaglia legale
LIVORNO. In Comune ieri mattina si raccontava che il sindaco fosse entrato in qualche stanza e avesse detto: «Bu! Vi ho terrorizzato?». È iniziato così il day after di una giornata che, mercoledì, è partita con la relazione choc di Sandra Maltinti in commissione ed è terminata con la lettera di licenziamento inviata per posta elettronica certificata alla stessa direttrice generale del Comune.
Ieri la Maltinti non ha raggiunto il municipio. In realtà aveva già preso qualche giorno di ferie e contattata mentre era in viaggio per motivi familiari non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Si sa però che il suo avvocato sta già preparando le controdeduzioni da spedire al sindaco entro cinque giorni. E si sa anche che l’ormai quasi ex direttrice generale del Comune non lascerà correre e impugnerà il licenziamento. Insomma, la guerra con Filippo Nogarin finirà per vie legali.
C’era da aspettarselo dopo che qualche settimana fa la direttrice ha diffidato il sindaco dall’usare la lettera di dimissioni in bianco che - a suo dire - il pentastellato le avrebbe fatto firmare prima di assumerla. Diffida alla quale Nogarin ha risposto con una querela.
Ma soprattutto c’era da aspettarselo dopo la relazione choc letta mercoledì in commissione: relazione in cui la donna ha denunciato «gravi ingerenze» di sindaco, assessori e consiglieri comunali nell’attività amministrativa, descrivendo un generale «clima di terrore» all’interno del palazzo.
Dopo qualche ora, mercoledì sera, il sindaco le ha inviato la lettera di licenziamento senza preavviso «per gravi motivi». E oggi, per la prima volta, dice pubblicamente: «Ho sbagliato io a nominarla».
«L’architetto Maltinti - conferma con tono distaccato il sindaco - ha cinque giorni di tempo, a partire dalla data di ricevimento della Pec, per fare le sue controdeduzioni, alla luce delle esternazioni gravi e irricevibili che ha fatto in commissione». Esternazioni che «per me sono motivo di revoca dell’incarico per giusta causa».
Ma non teme una maxi causa? «Mi interessa di più tutelare la macchina amministrativa - si rialzano i toni - che lei paradossalmente ha mal gestito. Quello che è accaduto in commissione è di una gravità inaudita, credo che sia vittima di se stessa. Ahimè, ho mal risposto la mia fiducia. E qui devo fare un mea culpa...». Parole non scontate dopo che Nogarin, finita la commissione, aveva pubblicamente puntato il dito contro la presenza in sala dell’ex candidato sindaco Ugo De Carlo (che non ha mai fatto mistero di aver presentato la Maltinti a Nogarin), affiancandolo all’ex primo cittadino Pd Alessandro Cosimi e gridando alla «restaurazione». Senza però ricordare che al ballottaggio De Carlo aveva sostenuto proprio Nogarin...
«A suo tempo - dice oggi il sindaco - ho visto in Sandra Maltinti, che non conoscevo, una persona che aveva subito delle ingiustizie nella vita. La prima volta che abbiamo parlato ho percepito la voglia di riscattarsi come professionista. E, sbagliando, ho creduto che fosse un elemento di forza. Me ne pento: devo essere onesto, con il senno di poi, dico a me stesso che visto il suo comportamento ho sbagliato a nominarla. Il rapporto di fiducia si è rotto definitivamente».
Ok, ma nel merito come risponde alle gravi accuse della direttrice, ad esempio sull’ingerenza della politica? «Ha fatto un’arringa generica, senza mai entrare nello specifico, ha detto cose gravi ma frutto della fantasia, ribatteremo nelle sedi opportune», controbatte per ora Nogarin. «Ma nessuno di noi ha operato per fini personali. È paradossale che vada ad accusare la parte politica: si dimentica che lei, che ha avuto un incarico fiduciario dal sindaco, avrebbe dovuto essere l’anello di congiunzione con la macchina amministrativa. Stava a lei tramutare in azione amministrativa la volontà di una classe politica che è democraticamente eletta e che deve rispettare le linee di mandato. Gran parte delle inefficienze che va denunciando avrebbe dovuto risolverle lei». Volano ancora stracci: «Tra l’altro non ha mai manifestato né al sindaco né alla giunta niente di tutto quello che ha detto in commissione, e già questo è gravissimo».
Un esempio circostanziato però Maltinti l’ha fatto: quello di un’addetta alle pulizie che sarebbe stata allontanata dal primo piano perché sentita parlar male dell’amministrazione al supermercato («ne è stato chiesto il licenziamento in tronco»). Nogarin ne sa qualcosa? «Ne so più di qualcosa - taglia corto senza voler aggiungere altro - ma è una distorsione della realtà, ma ci siamo chiesti di chiedere il licenziamento, è una questione che probabilmente avrà dei risvolti legali, è accaduto tutto davanti a testimoni...». Tutto cosa?
A questo punto c’è anche un’altra domanda: Nogarin farà un nuovo direttore generale o rinuncerà a questa figura? «Valuteremo passati questi cinque giorni - spiega - si aprono vari scenari, anche in previsione di una revisione della macrostruttura».
Juna Goti
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