Il Tirreno

Livorno

Lucarelli bussa all’Authority «Quella delibera non risolve»

Il terminal dell’ex bomber chiede un tavolo di confronto con Palazzo Rosciano «A rischio 40 famiglie, è necessario aprire una discussione con tutte le parti»

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LIVORNO. La delibera dell’Autorità portuale che autorizza temporaneamente e fino al 31 dicembre di quest’anno (esclusivamente per l’ormeggio di una nave della Tirrenia), l’accosto al Molo Italia lato nord, potrebbe essere solo un palliativo. A sostenerlo è la Lucarelli Terminal (Ltl), che in una nota diffusa ieri, pur «apprezzando l’intento dell’Authority di rafforzare Ltl a tutelare il contratto operativo con la compagnia Tirrenia», attualmente in essere, esprime la forte preoccupazione che il provvedimento serva per fronteggiare l’emergenza attuale, ma lasci ancora una volta l’azienda e i suoi lavoratori senza certezze e risposte concrete per una futura continuità in relazione alle precarie dotazioni infrastrutturali che sono a disposizione.

Per Ltl la delibera così come è fatta renderebbe inoltre impossibile all’azienda effettuare una ricerca di mercato ed effettuare la ricerca di traffici futuri che diano certezza di ormeggio agli armatori che divrebbero arrivare in sostituzione della compagnia Tirrenia, che si aggiunge nella nota «ha già disdettato - per gli stessi motivi sopra ricordati - il contratto in scadenza per il 31 dicembre del 2016».

Se a questo si aggiunge la scadenza della concessione (ad agosto 2017) e la ormai cronica interdizione per le navi superiori ai 150 metri all’accosto 54, accosto attualmente in concessione alla Ltl (in attesa della delocalizzazione come previsto dalla Autorità portuale sull’ultimo piano regolatore del porto approvato) «diventa chiaro - sottolinea l’azienda - quali ricadute occupazionali e di continuità aziendale avrà questa delibera».

Ma la beffa maggiore - prosegue la nota della Ltl - potrebbe essere quella per cui l’armatore Vincenzo Onorato, proprietario di Tirrenia e Moby, dopo aver già mandato la disdetta contrattuale che mette a rischio il futuro di 40 famiglie, decidesse (nonostante il valido contratto in essere) di rifiutare comunque di far ormeggiare la propria nave sempre all’accosto del Molo Italia lato nord, lasciando a Ltl la possibilità di disporre dell’accosto, ma di fatto di non poterci portare nessun’altra compagnia di navigazione «rendendo nulla la delibera dell’Authority» con il rischio quindi «di vedersela revocare il giorno seguente».

Per evitare la perdita di posti di lavoro, Ltl chiede dunque con urgenza di aprire un tavolo di discussione con tutte le parti in causa, per risolvere in modo definitivo i problemi dell’azienda.

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