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«Fatture e bilanci falsi», indagati in tredici per il crac Basket Livorno - I nomi
L’accusa della Procura per professionisti, amministratori e dirigenti è quella di bancarotta fraudolenta in concorso
LIVORNO. La partita investigativa sulla gestione di Basket Livorno, la società di pallacanestro defunta sportivamente in Legadue nel 2009 e fallita davanti al Tribunale civile cinque anni più tardi, è finita. La sirena l’ha suonata la Procura notificando in questi giorni tredici avvisi di garanzia ad altrettanti indagati, tutti accusati di bancarotta fraudolenta in concorso.
Nella lista delle persone finite nei guai ci sono amministratori, dirigenti e professionisti che hanno gestito la società a partecipazione pubblica (il Comune di Livorno deteneva il 5% delle quote attraverso Livorno Sport) tra il 2006 e il 2013, quando per la Srl è stata avanzata la richiesta di concordato preventivo, poi rigettata dal Tribunale dopo un ping pong di carte durato oltre un anno.
Oltre ai nomi dell’ex presidente Patrizio Tofani e della liquidatrice di Bielle Annalisa Mazzola, già emersi nella prima fase dell’inchiesta, l’indagine, negli ultimi mesi, si è allargata e di molto, tanto che adesso sono finite nei guai altre undici persone. A cominciare dall’ex presidente amaranto e fondatore della società informatica Td Group, Valterio Castelli, residente a Viareggio, l’ex assessore al Bilancio del Comune di Livorno Fabio Del Nista, oggi presidente di Asa, gli ex componenti del consiglio di amministrazione Antonio Tamalio e Vasco Suggi, due interi collegi sindacali e gli amministratori di alcune società che hanno sponsorizzato Bielle negli anni.
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Secondo gli investigatori del nucleo tributario della guardia di finanza, per tre annualità (2007, 2008 e 2009), chi amministrava la società avrebbe taroccato i bilanci attraverso fatture sprovviste dei requisiti per l’iscrizione in bilancio. L’obiettivo? Coprire le perdite della società, evitando ai soci maggiori esborsi per il ripianamento del debito che, al contrario, con il tempo è invece cresciuto fino a sfiorare il milione e mezzo di euro quando invece risultava una perdita di poco meno di 400mila euro.
Il bilancio 2007. Sono tre le fatture dalle quali parte tutta l’ipotesi d’accusa degli investigatori coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci per quello che riguarda l’annualità 2006/2007. La prima della somma di 100mila euro è stata emessa alla Ecla spa, la società per intenderci che ha ristrutturato il “Palazzo di Vetro”; la seconda pari a poco meno di 60mila euro nei confronti della ForumNet spa che all’epoca gestiva quello che oggi è il PalaModigliani, e l’ultima di una cifra simile emessa a Unicoop Tirreno. Tre mosse che - secondo l’accusa - avrebbero permesso di chiudere il bilancio con una perdita di 272.317 euro invece della perdita reale di 781.870.
Il bilancio 2008. Lo stesso trucco contabile - secondo gli investigatori - sarebbe stato compiuto l’anno successivo con le fatture farlocche emesse nei confronti della Delta spa per 250mila euro, della Td Group Spa per 150mila euro, nonché per le fatture da emettere per 360mila euro e spiccioli sprovviste dei requisiti per l’iscrizione ai bilancio.
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Il bilancio 2009. È l’anno successivo che il sistema di aggiustamento dei conti - come sostiene la Procura - fa un passo in avanti. Come? Attraverso un’ operazione fraudolenta. Per spiegarla è necessario tornare al 3 marzo 2009 quando il cda di Bielle delibera la cessione dei diritti di immagine alla Master Segnaletica Srl che a sua volta, il 20 marzo, stipula un contratto con Unicoop Tirreno per 180mila euro di sponsorizzazione. Diciotto giorni più tardi la stessa Master Segnaletica effettua un bonifico alla Egc Company srl (socia di Bielle gestita di fatto da Patrizio Tofani) di 140mila euro. La settimana successiva il giro dei soldi si conclude con l'emissione di un assegno della stessa cifra che dalla EGG finisce della casse di Basket Livorno.
«L'operazione - scriveva nella relazione finita agli atti il commissario giudiziale David Conti - è apparentemente neutra ma produce i seguenti risultati: Bielle scrive a bilancio un ricavo per cessione di diritti di immagine di 10mila euro, la Master incassa 180mila euro senza contabilizzare la fattura, occultando l'introito al Fisco e la conseguente rilevazione del debito Iva, la EGG incassa 170.200,40 euro da Master senza apparente giustificazione. Infine la EGG versa 140mila euro nelle casse di Basket a titolo di prestito/debito e pertanto, quale socio, formalmente adempie agli obblighi».
Peccato che tutto questo - per l’accusa - nascondesse un trucco che ora però dovrà essere svelato in un’aula di Tribunale. Dove inizia tutta un’altra partita.
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