Il Tirreno

Livorno

Domani Livorno si ferma per lo sciopero

Cgil Cisl Uil chiamano il territorio a incrociare le braccia: «Non è una iniziativa “contro” bensì una battaglia “per”»

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LIVORNO. «Non è uno sciopero contro qualcuno, contro questa o quell'amministrazione: anzi, speriamo che partecipino ed aderiscano alla manifestazione perché uniti si può dare speranza alla città». I sindacati confederali Cgil Cisl Uil partono da qui per lanciare lo sciopero generale territoriale in agenda per domani. E se altrove la mobilitazione era stata all'insegna di slogan tipo «Piombino (o Prato) non deve chiudere», in questo caso si è puntato su qualcosa di diverso: «Livorno si ferma per risollevarsi».

L’idea è quella di cercare di allargare quanto più possibile il fronte: dunque non una iniziativa “contro” ma semmai “per”. Che riguarda l’area di Livorno, Collesalvetti e Rosignano.

Alle 9 è previsto il concentramento in piazza Magenta, poi il corteo percorrerà via Magenta, piazza Cavour, via Cairoli, piazza Grande, via Grande, piazza del Pamiglione, via San Giovanni, piazza del Municipio. In questa piazza, davanti alle sedi delle istituzioni locali, a trarre le conclusioni dell'iniziativa saranno esponenti delle segreterie nazionali: Franco Martini per la Cgil, Gigi Petteni per la Cisl e Guglielmo Loy per la Uil.

I sindacati confederali insistono sul fatto che «solo attraverso la creazione di un clima sociale nuovo» e solo con «l'unione tra le parti istituzionali e sociali» si possano centrare gli obiettivi.

La piattaforma mettere l'accento sul lavoro in una dozzina di “per”. A cominciare dal sostegno al reddito e dall'intesa sugli appalti che «garantisca la clausola sociale in caso di passaggio d'impresa». Sotto i riflettori anche: 1) la politica energetica del territorio, 2) la concretizzazione dell'accordo di programma, 3) lo sviluppo del porto, un progetto di reindustrializzazione del territorio, 4) infrastrutture moderfne, 5) il piano dei rifiuti, 6) servizi pubblici di qualità, 7) un «ospedale efficiente» (con la realizzazione delle Case della salute); 8) una amministrazione pubblica di qualità.

Il punto di partenza è la constatazione di quanto sia profonda la crisi economica del nostro territorio: non a caso, l’ultima grande manifestazione sindacale regionale ha avuto sede a Livorno, un modo in più per rimarcare i guai della deindustrializzazione che così pesantemente colpisce l’economia (e i lavoratori).

Strategica – viene sottolineato – a questo riguardo è «una forte unità»: da un lato, «tra le istituzioni regionali e locali»; dall’altro, «tra le forze politiche per programmare, sviluppare e costruire insieme»; ma soprattutto, una forte unità «all’interno della città su programmi e percorsi condivisi in modo da dare quelle risposte che il sistema produttivo territoriale chiede e che, se lasciate alla gestione dei soli interessi economici, non trovano il giusto sistegno della popolazione, e a volte anche tra gli stessi lavoratori».

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di Redazione web