Il Tirreno

Livorno

Saccardi e l’ospedale «I numeri sono falsi»

di Ilaria Bonuccelli
Saccardi e l’ospedale «I numeri sono falsi»

Nogarin ascoltato in consiglio dichiara guerra all’assessore

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Non usa la parola “frottole” per garbo istituzionale. Tuttavia, a Firenze, in commissione Sanità, Filippo Nogarin non si esprime per metafore. Accusa la Regione di descrivere con «cifre di fantasia» i costi di ristrutturazione del vecchio ospedale di Livorno allo scopo di «affossare» il progetto. E di sponsorizzare la costruzione i un nuovo ospedale, assecondando «l’amore del cemento che accomuna tutti quelli che appartengono al Pd».Se l’audizione del sindaco di Livorno doveva servire a riprendere il dialogo fra Comune e Regione l’obiettivo è fallito. Lo scontro appare agli inizi. Anche perché Nogarin chiarisce che l’unico terreno di confronto sarà quello della ristrutturazione dell’ospedale di viale Alfieri. Nessuna ipotesi di nuovi ospedali verrà presa in considerazione. Neppure lontano da Montenero.

Sindaco, non le sembra una posizione un po’ rigida?

«Non direi: 11 sindaci su 12 della nostra area hanno manifestato di voler andare verso la ristrutturazione del presidio di viale Alfieri, secondo quanto sancito dai cittadini quando hanno eletto la mia amministrazione».

La sua proposta, quindi?

«Rispettare gli impegni presi».

Quali sono gli impegni ?

«Quelli che l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi ha sottoscritto davanti a me e ad altre persone. Nero su bianco ha sottoscritto un accordo per non realizzare più l’ospedale a Montenero. Ora se lo rimangia per chissà quale motivo. Forse l’aggiudicazione provvisoria (della prima gara per il nuovo ospedale) fa comodo a qualcuno».

Messa così sembra che ci fosse un accordo per non costruire un nuovo ospedale.

«L’impegno era a istituire un tavolo tecnico fra Asl, Regione, Comune di Livorno per redigere un’ipotesi di riqualificazione dell’ospedale di viale Alfieri. Questo è stato fatto».

Il Comune dice una cosa, la Regione, un’altra.

«La Regione parla di un intervento da 250 milioni da eseguire in 13 anni; noi di 90-100 milioni per 3-5 anni di lavori, compresa la realizzazione di un monoblocco per nuovi servizi necessari alla popolazione»,

Perché questa differenza?

«Per la voglia matta della Regione di realizzare un nuovo ospedale,visto l’amore per il cemento del Pd, che indagheremo fino in fondo. Comunque, la Regione non ci ha mai fornito il dettaglio delle cifre per capire le differenze».

Quindi non sapete spiegarvi la posizione della Regione?

«No. Tanto meno alla luce del fallimento sanitario e finanziario dei 4 nuovi ospedali in Toscana (Massa, Versilia, Lucca e Prato). Il mondo scientifico è molto dibattuto sulla bontà del modello di ospedale per intensità di cura , qui invece si insiste su questa strada. Anche per il nuovo ospedale di Livorno».

Ma non sarebbe possibile trovare un accordo per costruire l’ospedale su un’area diversa da Montenero?

«No. Abbiamo chiarito che la nostra volontà è di riqualificare viale Alfieri, non di costruire nuove strutture. Lo spazio di mediazione si trova nell’accordo firmato da Stefania Saccardi a recedere dal veccchio accordo di programma per riqualificare il vecchio ospedale: la possibilità di garantire l’assistenza sanitaria è dimostrato dai tanti cantieri aperti a Cisanello dove non è stata sospesa l’attività».

La pianificazione sanitaria non compete solo al Comune. Anzi la programmazione dspetta alla Regione. Ma ci sono difficoltà di relazione fra Livorno e Regione.

«Il problema è politico e istituzionale. Riguarda tutti gli ambiti: acqua, rifiuti e ora anche la sanità. Ha origine nell’atteggiamento arrogante del Pd che governa la Regione. In Toscana prevale il monopensiero di questo partito: chi la pensa diversamente viene estromesso dalle istituzioni».

A livello sanitario, la città di Livorno da che cosa è stata estromessa?

«Il sindaco di Livorno, l’unico di colore diverso dal Pd, pur rappresentando la città più grande dell’Area vasta della Toscana Nord, si è visto sottrarre la presidenza della conferenza dei sindaci, dove si discutono le politiche socio-sanitarie».

Scusi, ma in una logica di area vasta, che importanza avere la presidenza?

«Non conta nulla la poltrona: ma rivendico il diritto a sedere nell’esecutivo della conferenza dei sindaci come rappresentante di una città di 160mila abitanti per dibattere di politiche sanitarie e non solo per parlare di ospedale vecchio o nuovo».

Se vuole parlare di politiche sanitarie, perché da marzo non risponde alla Regione sulle possibili sedi di due Case della Salute?

«Fino a quando l’assessore Saccardi ci tiene bloccati sull’ospedale, non posso liberare altri stabili. Quindi inutile che ci ponga domande alle quali ci impedisce di rispondere».

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