Gioco
Morini pensa al rilancio del basket: «Riportare l’A2 a Livorno»
Il nuovo assessore allo sport rivela l’idea di un gruppo di investitori del nord, ma il suo primo provvedimento sarà trovare una soluzione alla vicenda Caprilli
LIVORNO. Quel giorno di giugno di due anni fa in cui i Cinquestelle mandarono in pezzi sessant’anni di storia di governo monocolore della città, Andrea Morini stava seduto lì, su uno scalino insieme a Filippo Nogarin, ancora incredulo di quello che era successo. Dopo aver seguito Nogarin passo dopo passo, prima e durante la campagna elettorale si era guadagnato il compito di portavoce. Da ieri il fedelissimo è entrato in giunta con due deleghe importanti in una ciottà come la nostra: Sport e impianti sportivi.
Un assessorato che pesa specie in questo momento in cui sul tavolo ci sono almeno due questioni caldissime e da risolvere al più presto. In primis la questione ippodromo, con la stagione delle corse al galoppo, che rischia di saltare nonostante, come riportato sul Tirreno di ieri, l’accordo tra Alfea e Livorno Galoppo sia concluso. Una tradizione estiva che va avanti da più di un secolo, a rischio, con la necessità di dare un’accelerata decisa da parte dell’amministrazione. «Il mio primo provvedimento da assessore- ha detto Morini - è sicuramente quello di seguire la questione del Caprilli. Una priorità assoluta. Già da subito prenderò contatti con le due società Alfea e Livorno Galoppo, per dare una risposta e portare a buon fine la vicenda». Dare una risposta alla città è prioritario anche per non aggravare ulteriormente la situazione di degrado dell’impianto che è di proprietà comunale. Da oggi vedremo se l’accelerata auspicata si riuscirà finalmente a dare. Da risolvere al più presto c’è il nodo del curatore fallimentare, circa 50 mila euro sul piatto da pagare per riavere l’impianto a disposizione che nessuna delle due società vuole sborsare.
Altro capitolo, o meglio altra patata bollente, da sbrigare è quello invece che riguarda lo stadio. Anche in questo caso Morini garantisce il massimo impegno per arrivare a una soluzione positiva. «Dovremo relazionarci con il Livorno calcio e comprendere da una parte l’evoluzione della società dopo l’incontro di un mese fa - ha spiegato il nuovo assessore - L’amministrazione non può che agire sull’impianto se non con un’ordinaria manutenzione, mentre il Picchi necessita di un restyling reale e complessivo. Bisogna trovare risorse ulteriori che il Livorno Calcio adesso non è in grado di mantenere. C’è necessità di uno stadio nuovo da realizzare sull’area del Picchi». Sullo stadio ci sono risorse stanziate dall’amministrazione, ma il problema è riuscire a trovare un partner per un investimento importante. Insieme al sindaco l’ex portavoce ha girato tra Roma e Milano alla ricerca di sponsor. Una ricerca di sinergie sulla quale ci sono trattative in corso e sulle quali come ha sottolineato lo stesso Nogarin ci potrebbero essere piacevoli sorprese prossimamente.
Non solo calcio e ippica. Morini grande appassionato di basket rivela un piano per riportare in città la palla a spicchi di alto livello. A vent’anni dalla fusione il basket a Livorno si è frammentato ulteriormente: nove squadre e un livello di conflitto tra società non sopportabile. «Sono stato contattato qualche tempo fa da un importante allenatore di basket livornese - racconta Morini- che alle spalle ha un gruppo che è disposto a investire e portare di nuovo a Livorno il basket che conta. Cercava nuovi partner, e quindi si è rivolto all’amministrazione. Ci sono alcuni titoli in A2, come Roseto, che stavano pensando di lasciare. Da questo punto di vista si apre l’opportunità di rilevare il titolo sportivo con una spesa anche contenuta di 250 mila euro. Ecco bisogna lavorare perché se non è per quest’anno un impianto come il Palmodì uno dei migliori quattro di Italia deve trovare la sua collocazione nel panorama della palla a spicchi di alto livello».
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