Italia
Il sindacato a Benetti «Il cantiere va bene, torni a dare lavoro»
Simone Puppo (Fiom Cgil): in azienda ci possono essere sviluppi sia interni che con tutte le ditte dell'indotto
LIVORNO. «Il cantiere deve tornare a essere un patrimonio della città, un'azienda di riferimento, capace di richiamare attrattività per Livorno. Chiediamo all'azienda, alle ditte in appalto, di rendersi partecipe del cambiamento del cantiere, sfruttando nei giusti tempi le sue opportunità di crescita, dando risposte occupazionali a chi ha perso il lavoro sul territorio. In cantiere ci sono gli ingredienti affinché tutti possano partecipare».
A dirlo, durante un incontro, che si è svolto martedì mattina nella sede della Cgil, organizzato da Fiom per parlare delle possibili opportunità occupazionali, attrattive e formative, che potrebbero generarsi con la ripresa della produttività nel cantiere Azimut Benetti, è Simone Puppo di Fiom Cgil.
«Riteniamo - spiega Puppo - che in azienda ci possono essere sviluppi, sia interni ad Azimut Benetti, sia esterni con tutte le ditte dell'indotto: un elemento di prospettiva per quei lavoratori che, in questo momento, sono in difficoltà e che, a breve, vedranno terminare gli ammortizzatori sociali. A fronte di ciò, la Rsu aziendale ha svolo, in questo periodo, un lavoro egregio che ha sancito una serie di rapporti importanti con l'azienda, che guardano non solo al presente, ma anche al futuro: Il cantiere deve porsi come azienda di riferimento».
I sindacati hanno avuto un incontro con la dirigenza aziendale lo scorso mese, dal quale è emersa la volontà di portare avanti progetti comuni.
«In cantiere - aggiunge Puppo - si stanno sviluppando una serie di opportunità che potrebbero rispondere alle esigenze territoriali. Non neghiamo, tuttavia, che c'è stato un momento di difficoltà dal punto di vista produttivo tra il 2009 e il 2012, che ha messo in difficoltà la tenuta stessa dei lavoratori: oggi possiamo dire di essere usciti da queste difficoltà».
«Ad oggi abbiamo una situazione dove ci sono 6/7 barche in fase progettuale da 60-70 metri, che rientrano nella fascia dei mega - spiega Vittorio Millela, Rsu Fiom - e tre imbarcazioni di oltre 100 metri in fase di produzione, in quanto i primi blocchi sono già arrivati in cantiere. Ci è stato detto, dall'azienda, che verranno fatte delle assunzioni nell'arco del prossimo triennio, si parla di decine di unità: in tal senso ci stiamo muovendo affinché l'azienda, e le ditte dell'indotto, promuovano corsi di formazione e di riconversione professionale per il personale del territorio».
I sindacati puntano, oltre che alla formazione mirata del personale, anche a quella scolastica, in tutte le scuole tecniche livornesi.
«Abbiamo ragionato - aggiunge Milella - sul fatto che ci piacerebbe abbracciare di più la realtà territoriale condividendo progetti che coinvolgono gli istituti tecnici della città, avviando, il primo possibile, all'interno di questo sviluppo produttivo, degli stage, per coloro che vorranno diventare futuri dipendenti del cantiere».
«Vorremmo - spiega Fabio Raffaelli - che il cantiere ritorni agli albori, aprendosi alla città».
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