Il Tirreno

Livorno

Belais e Morini nuovi assessori Nogarin: fase due, acceleriamo

di Juna Goti
Belais e Morini nuovi assessori Nogarin: fase due, acceleriamo

Escono in due. Il sindaco affida al suo ex portavoce sport, impianti e coordinamento del programma Cultura e turismo nelle mani del giornalista e dj. Ecco il rimpasto mentre spuntano nuove deleghe

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LIVORNO. Diciamolo subito: Lenny Bottai scherzava. In molti ieri, leggendo il suo post-burla su Fb ci sono cascati, ma il pugile non è entrato nella giunta guidata da Filippo Nogarin. I due nuovi assessori si chiamano Francesco Belais e Andrea Morini. Mentre Nicola Perullo e Serafino Fasulo escono dalla squadra di governo, che vede qualche rimescolamento delle deleghe.

Come anticipato dal Tirreno, Belais diventa così titolare della cultura e del turismo, riunite in un unico assessorato. Giornalista, Dj, volto di Livorno Rainbow che si batte per i diritti Lgbt, ha esordito puntando su «Museo della Città» e «apertura della Casa della Cultura», «poi la mia bussola sarà il programma del Movimento 5 Stelle che hanno votato i cittadini alle elezioni». «Caso ha voluto - sorride a margine - che il 28 giugno sia anche la giornata dell’orgoglio gay, ma questa giunta non aveva bisogno di mandare ulteriori segnali in questo senso».

Andrea Morini, fino a ieri portavoce del sindaco e da sempre uno dei punti di riferimento della base grillina insieme a Stella Sorgente, prende invece la delega di punta dello sport, insieme all’associazionismo (ceduto proprio dalla vicesindaco), alla tutela degli animali e a una serie di nuove deleghe come quella al coordinamento del programma, ai rapporti con il carcere e alla Gorgona. Forse non è un caso che l’uomo di fiducia del sindaco, ora in veste di “coordinatore”, si prenda anche qualche rogna e qualche partita che fino a oggi è stata gestita direttamente da Nogarin: vedi l’ippodromo ancora chiuso, la storia infinita del canile, il futuro dello stadio.

A questo punto si va verso la nomina di Tommaso Tafi a portavoce, anche se Nogarin non lo nomina mai. Si preoccupa piuttosto di dire che manterrà «inalterati i numeri» e che «faremo a meno del secondo art. 90 che avevamo già previsto», disinnescando la bomba dei sindacati che si erano già scagliati contro l’assunzione di un addetto in più alla «comunicazione digitale, sociale e televisiva».

Morini e Sorgente siedono alla destra e alla sinistra del sindaco, che rifiuta però che l’operazione venga letta come una “grillizzazione” della giunta. «Con oggi - esordisce - si apre finalmente una fase due: non è una crisi, non è un rimpasto cosmetico, non è neppure - sostiene - il frutto di problemi con gli assessori uscenti». «Al contrario - dice incensando il lavoro di Perullo e Fasulo - da parte mia non è mai venuta meno la fiducia nei confronti di Nicola e Serafino». Che però intanto ha messo fuori dalla giunta. Perché, se era tutto era così rose fuori, ha deciso per il cambio?

In sala, questa volta dalla parte del pubblico, si siede proprio Perullo, con il baffo del Cacciucco Pride nel taschino. «Sarà consigliere del sindaco per i grandi eventi», annuncia Nogarin. Fasulo invece non si vede.

«I due anni di mandato - riprende il sindaco - mi hanno convinto che le deleghe alla cultura e al turismo devono essere portate avanti dalla stessa persona, e che Livorno, città più medagliata d’Italia, merita un assessorato che veda come suo core business lo sport. Per questo ho chiesto a Perullo e a Fasulo di fare un passo di lato». «Francesco Belasis - è poi il commento - porterà una ventata di entusiasmo in un assessorato che necessita di persone con esperienza aperta e cosmopolita». Mentre «nell’individuare l’assessore allo sport ho voluto puntare su una persona che ho avuto modo di conoscere e apprezzare in questi due anni».

Ma l’obiettivo di questa «fase due» quale sarebbe? Nogarin, che guardando a questi primi due anni si dà un «7 per l’impegno», ammette di sperare in una «maggiore incisività dell’azione politica su quella amministrativa»: «Chiediamo ai noi stessi e ai nuovi assessorati di essere più reattivi, concreti, produrre in tempi più rapidi». Il tutto con una «maggiore sinergia». Tra macchina politica e tecnica, e tra gli stessi assessori, che hanno avuto un riassetto delle deleghe «per ottimizzare la squadra». Invariate quelle di Dhimgjini (sociale e sanità), Baldari (edilizia privata, commercio...) e Aurigi (titolare dell’urbanistica). Lemmetti, impegnato con il bilancio e le aziende, viene «alleggerito» - come dice Nogarin - di patrimonio e demanio che passano a Vece (ambiente e mobilità, entrato a marzo al posto di Gordiani). La Martini (personale e lavoro) si prende anche i Piuss. Tra le nuove deleghe spuntano anche sicurezza urbana (al sindaco) e amministrazione condivisa dei beni comuni (alla vice).

Così, di fatto, nella giunta che in consiglio conta solo su un voto di scarto, non entra nessuno di altre forze politiche: «Non è prevista stampella», ripete Nogarin. Ma «se attorno alle linee di mandato troveremo convergenze, non saremo noi a tirarci indietro».

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