Gioco
Quattro nuovi preti in diocesi: domani il vescovo li consacra
Fra loro anche un trentaduenne ex alunno del Mascagni che ha un fratello sacerdote (è il parroco di S. Agostino)
LIVORNO. Tra crisi di vocazioni, monasteri che si svuotano, e sacerdoti sempre più anziani, soffia in città un vento diverso. Infatti, sono ben quattro i nuovi sacerdoti che saranno ordinati per le imposizioni delle mani di mons. Giusti,domani (nella solennità dei santi Pietro e Paolo) alle ore 18 in cattedrale. A fare il grande passo definitivo, dopo un lungo percorso di studi ed esperienze pastorali, sono Federico Mancusi, Matteo Seu, Simone Barbieri e Matteo Sassano.
Tutti e quattro hanno svolto il loro percorso formativo nel seminario livornese (chi solo in parte, chi invece integralmente) e nell'ultimo anno hanno offerto il loro diaconato in diverse parrocchie della città. Forze fresche per il clero livornese, dunque, che saranno impiegate all'interno della nostra diocesi. Ma chi sono queste quattro nuove leve? Come riportato dal giornale diocesano online La Settimana, il più "livornese" è Simone Barbieri (32 anni), «nato e cresciuto a San Matteo», appassionato della musica sacra (ha studiato al Mascagni) e che in famiglia non è l'unico sacerdote: ebbene sì, suo fratello Valerio, è l'attuale parroco di Sant'Agostino.
E proprio il prete della chiesa di piazza Aldo Moro commenta così, scherzando, la vocazione del fratello: «Mi sono sempre lamentato da piccolo -afferma nell'intervista fatta dalla diocesi- perché Simone, come tutti i fratelli minori, voleva sempre fare tutto quello che facevo io». Poi aggiunge: «Abbiamo fatto insieme la comunione, la cresima e poi i ministranti. Credo che quegli anni -aggiunge- per entrambi siano stati determinanti per la nostra scelta».
Dall'altra parte, Simone spiega, invece, che la sua vocazione «è maturata piano piano», in diversi modi, ad esempio con «l'amore per il bello e l'arte nella liturgia e nel canto», ma anche tramite «il desiderio grande di servire la Chiesa», dove sottolinea l'importanza degli anni trascorsi in cattedrale. Attualmente, quando non è a Roma per gli studi di Bioetica alla Pontificia Università Regina Apostolorum, Simone offre il suo contributo nella parrocchia di San Giovanni Bosco in Coteto.
Possiamo definire un nostrano anche Matteo Seu (35 anni): infatti, è di Rosignano, e il suo servizio di diacono lo ha prestato proprio a Santa Croce, sua parrocchia di origine. Per lui si è trattato di un ritorno a Livorno. Infatti, per diversi anni ha svolto gli studi nella città di Padova.
Origini pisane (è di Pontedera) per Federico Mancusi (43 anni), anche se come sottolinea il giornale diocesano, «vive a Livorno già da alcuni anni in seminario ed in questi ultimi mesi ha offerto il suo servizio alla parrocchia della Madonna». Sangue pugliese (per la precisione Foggia), invece, per Matteo Sassano (37 anni), che in questo anno da diacono è stato impegnato al fianco di don Gino Franchi, nella chiesa della Seton.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
