Gioco
Esposto della direttrice generale del Comune, accuse al governo M5S nel dossier secretato
Sandra Maltinti lunedì 27 giugno ascoltata per 4 ore in Procura. Al centro degli accertamenti anche Aamps, Limoncino e la gestione di personale e risorse
LIVORNO. Limoncino, le partecipate a cominciare da Aamps, emergenza abitativa, gestione del personale e delle risorse pubbliche. Sono queste alcune delle ombre che la direttrice generale del Comune di Livorno, Sandra Maltinti, getta sul governo a Cinque Stelle in un dossier, ora secretato, che potrebbe dire molto su quel che è accaduto (e su che accadrà) nella nostra città.
L’esposto è già stato inoltrato alla Corte dei Conti, dunque all’organo contabile e alla Prefettura (governativo). E soprattutto alla Procura della Repubblica che qualche giorno fa, dopo la ricezione dell’atto, ha aperto un fascicolo, ad oggi ancora contro ignoti, per verificare la fondatezza delle accuse.
Nella mattinata di lunedì 27 giugno la dirigente ha varcato l’ingresso del Palazzo di Giustizia di via Falcone e Borsellino: convocata dalla sezione di polizia giudiziaria della Finanza per essere ascoltata come persona informata sui fatti. Al centro dell’interrogatorio - rimasto top secret - alcuni chiarimenti necessari rispetto alle ipotesi d’accusa fatte nell’esposto e poco circostanziate nello stesso documento.
Così a distanza di un mese dalla comunicazione al primo cittadino in cui lo diffidava dall’usare una lettera di dimissioni in bianco che - a suo dire - avrebbe firmato nel momento in cui le è stato affidato l’incarico, ora la direttrice, 57 anni, originaria di Empoli, innesca un altro terremoto, fino ad oggi rimasto sotto traccia.
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E dire che la nomina della Maltinti a Palazzo Civico era stata il primo segno di discontinuità voluto dal neosindaco Filippo Nogarin quando si è insediato. Ma ora a distanza di due anni dalla nomina (diretta), la dirigente sopravvissuta all’inchiesta su Elbopoli si sta dunque è entrata in conflitto con il sindaco a Cinque Stelle, benché sia proprio lei a guidare la macchina amministrativa di Palazzo Civico.
L’ESPOSTO. La direttrice - come confermano più fonti - ha depositato l’esposto circa un mese fa negli uffici della sezione di polizia giudiziaria della polizia municipale. Un documento che pochi giorni dopo è stato trasmesso a tre diversi organi: Procura della Repubblica, Corte dei Conti e Prefettura. Segno che all’interno sono stati riscontrate quelle che, a suo giudizio, potrebbero essere irregolarità su altrettanti fronti. A livello penale, la cosiddetta “notizia di reato” è stata acquista e poi affidata al pool di sostituti procuratori che si occupa di reati amministrativi.
IL DOCUMENTO. Ma cosa contiene il dossier. Si tratta - spiega chi lo ha letto - di un lungo documento diviso per capitoli nel quale la dirigente affronta le diverse questioni che i Cinque Stelle hanno gestito durante i loro due anni di governo. E pare che la valutazione generale della Maltinti non sia assolutamente positiva. Tanto che alcune delle parti dell’esposto e dell’interrogatorio di ieri, durato circa quattro ore, potrebbero essere utili a livello investigativo per altre inchieste già aperte in Procura, prima fra tutte quella che riguarda la gestione di Aamps.
Ovviamente è ancora prematuro fare qualsiasi valutazione su accuse e ipotesi. Ma è altrettanto ovvio che l’esposto della direttrice generale del Comune, non dell’ultima impiegata, con tutto il rispetto per ogni ruolo, sia la conferma della divisione sempre più marcata tra macchina amministrativa e governo politico della città. Un clima da guerra di poteri che - scommettono in molti - a breve porterà a una resa dei conti.
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