Il Tirreno

Livorno

Spazzatour/3

I cani da guardia del decoro, con un clic piantano il seme della civiltà

di Federico Lazzotti
Due ruote di tir abbandonate sugli scogli di Calafuria (David Filippelli)
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Due ruote di tir abbandonate sugli scogli di Calafuria (David Filippelli)

È dentro a questo meccanismo/bisogno di rendere pubblica la propria indignazione che nellla cartella di posta elettronica del nostro giornale arrivano ogni giorno decine di segnalazioni di degrado

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LIVORNO. A molti basta mettere il naso fuori dalla finestra di casa, oppure uscire per andare a fare la spesa o a prendere i propri figli a scuola; ad altri, invece, accade passeggiando per il centro o andando a fare una gita o un tuffo al mare. Perché il degrado, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti.

Ma le caratteristiche che distinguono i “guardiani del decoro” dal resto dei cittadini che si limitano a osservare, sbuffare, per poi voltarsi dall’altra parte quando si trovano davanti immagini come quelle che pubblichiamo nel nostro “Spazzatour volume tre”, sono due: la capacità di indignarsi ancora per ciò che vedono, ad esempio l’immondizia che trabocca dai cassonetti, un’auto parcheggiata in doppia fila davanti alla scivolo per i disabili, i vetri in una spiaggia frequentata, e ancora le ruote di un camion abbandonate lungo la scogliera. E in secondo luogo la prontezza di scattare una foto e condividere - con didascalie dettagliate e piene di sdegno - quella immagine.

È dentro a questo meccanismo/bisogno di rendere pubblica la propria indignazione mista ad arrabbiatura, anche solo per i soldi che spendiamo in tasse, che sulla cartella di posta elettronica del nostro giornale, come sulle pagine Facebook, si moltiplicano ogni giorno le immagini del degrado in tutta la città: in centro come nei quartieri popolari, sul mare come negli anfratti sperduti delle colline.

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Livorno, intendiamoci, non è (tutta) una discarica a cielo aperto. Molte di queste foto vengono scattate in momenti particolari, magari quando il camion dei rifiuti non è ancora passato; oppure, nelle zone dove è in vigore la raccolta differenziata, quando è previsto il ritiro dell’umido e in strada resta la carta. Ma è altrettanto palese che qualcosa in più, tutti quanti, sia necessario farlo: istituzioni, cittadini, addetti. Eppure attraverso le “guardie del decoro” è possibile piantare il germoglio del rispetto e della civiltà attraverso quel meccanismo virtuoso e sanzionatorio che le continue segnalazioni generano.

Facciamo un esempio: la persona che venerdì in via degli Avvalorati ha abbandonato un intero salotto in strada, la prossima volta (speriamo) ci penserà due volte, perché la foto di un pezzo di casa sua è finito sul giornale, perché rischia di essere fotografato mentre nottetempo, con qualche fedele scudiero, ammucchia materasso, tavolo e ante, in strada. E per questo, è bene ricordarlo, rischia di essere multato come avvenuto in questi giorni da parte dei vigili.

Allora, forse, quando avrà da smontare la camera del bambino o la cucina, magari chiamerà il servizio gratuito di Aamps (numero verde 800031266; whatsapp 366/6200878) per il ritiro dei rifiuti ingombranti: una foto in meno da pubblicare, un angolo di città più pulito.

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