Il Tirreno

Livorno

In arrivo un comitato contro gli orti urbani nel verde di Antignano

di Rosanna Harper
In arrivo un comitato contro gli orti urbani nel verde di Antignano

Continua la protesta dei residenti verso il progetto del Comune «Via Caduti nei Lager Nazisti non rispetta i parametri richiesti»

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LIVORNO. Abitanti di Antignano sul piede di guerra contro il progetto del Comune che, con la delibera 250 dello scorso maggio, intende trasformare il parco pubblico che si trova in via Caduti nei Lager Nazisti in orti urbani: 50 appezzamenti, ciascuno di 50 metri quadri. I cittadini, riuniti in assemblea venerdì sera, nel salone parrocchiale della chiesa di Santa Lucia, promettono di dare battaglia al Comune nel caso decidesse di andare avanti con il progetto che rientra nel programma regionale “Centomila orti in Toscana”: il loro obiettivo è quello di costituirsi in comitato di quartiere per fare opposizione alla scelta caduta su Antignano, una delle 12 aree idonee all’agricoltura sociale censite dal Comune.

«Venerdì 17 giugno - spiega Luca Mattei, residente del quartiere - abbiamo partecipato a un incontro con l’assessore Aurigi, l’architetto Danti e il responsabile del verde pubblico Brachetti, durante il quale abbiamo chiarito la nostra contrarietà alla realizzazione degli orti urbani per cui la Regione mette a disposizione un finanziamento di 100mila euro. Stanziamento che la Regione elargisce per riqualificare gli orti già esistenti in orti sociali, un modo per creare aggregazione. Il progetto regionale prevede, inoltre, che l’area scelta sia confinata da muri o da linee di confine naturale, corsi d’acqua o ferrovie». Secondo gli abitanti, il parco che si trova in via Caduti nei Lager Nazisti non risponderebbe ai requisti regionali.

«Il parco di Antignano - continua Mattei - è già un punto di aggregazione, frequentato dai residenti del quartiere, e non solo da loro. Per quanto riguarda i confini, il parco non ha le caratteristiche tecniche chieste dalla Regione. Il regolamento, inoltre, prevede la realizzazione di una recinzione con due accessi: potranno accedere agli orti solo i proprietari degli appezzamenti. In questa maniera si vuole trasformare una zona pubblica in zona riservata, una zona libera in zona privata».

Nell’area, spiegano i residenti del quartiere, è prevista inoltre la realizzazione di un gazebo, di una casetta adibita a ufficio, di due cisterne d’acqua e di una cisterna di accumulo per il bitume. «Noi residenti - aggiunge Mattei - abbiamo pagato per il verde pubblico in quanto si tratta di un’area Peep. Nel caso in cui il progetto andasse avanti, pensiamo di fare ricorso alla Magistratura». I residenti hanno proposto alcune zone alternative a quella di via Caduti nei Lager nazisti, come il Parco del Mulino o il parco che si trova in va Puini, per loro sicuramente più idonee ad ospitare gli orti. «Il Comune non ci ha coinvolti nel progetto - dice Mattei - il prossimo passo è quello di costituirsi in comitato. Ci impegneremo per costruire un progetto che riqualifichi la zona, anche autofinanziandoci».

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