Il Tirreno

Livorno

Ex deposito Atl occupato, via di nuovo luce e acqua

Ex deposito Atl occupato, via di nuovo luce e acqua

Tra oggi e domani scade lo stato di emergenza gestito dalla protezione civile Il Comune ha speso 2mila euro al giorno e ora deve trovare un’altra soluzione

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LIVORNO. Sono passati dodici giorni da quando, la notte del 14 giugno, il Comune ha deciso di inviare la protezione civile nell’ex palazzina dell’Atl, in via Meyer. Lo ha deciso quando gli occupanti, una cinquantina, dopo aver vissuto per giorni senza luce né acqua, hanno sfilato in corteo fino al municipio, sfondato letteralmente la porta e chiesto all’amministrazione di intervenire. Il punto è che proprio oggi scade lo stato di emergenza in virtù del quale la protezione civile ha potuto rifornire quotidianamente di acqua e di luce gli occupanti. Con il rischio che in via Meyer torni il caos.

È tutto scritto nella delibera passata dalla giunta comunale alla vigilia dell’incontro che era in programma venerdì pomeriggio in prefettura per parlare, insieme al sindaco, proprio dell’emergenza casa.

Nell’atto viene ricordato che gli ex uffici dell’Atl sono stati occupati da 50 persone, in tutto 23 famiglie (con undici minori) senza casa. Quando la protezione civile è arrivata, la notte del 14 giugno, li ha trovati a vivere in «condizioni igienico-sanitarie precarie», proprio per l’assenza di acqua e luce.

Una situazione drammatica, incredibile, a tratti paradossale, proprio a pochi passi dal centro e dal lungomare. Forse «l’occupazione più povera tra le occupazioni cittadine», come l’aveva definita alla vigilia del corteo Giovanni Ceraolo (Asia Usb), chiedendo al Comune di far riallacciare le utenze.

Oggi agli uffici del municipio risulta che gli occupanti siano quasi tutti migranti, molti residenti in altri comuni, soprattutto tra Pontedera e Ponsacco. Nella delibera si legge che per far fronte allo stato di emergenza il Comune ha impiegato circa 2.000 euro al giorno, prevedendo uno storno dal fondo di riserva di «21.400 euro, comprensivi dei costi per lo start up della fornitura più i costi giornalieri determinati fino alla data massima di fine dello stato emergenziale, il 26 giugno». Oggi. Quindi da domani cosa accadrà? “Fine dello stato emergenziale” significa che la situazione non potrà più essere gestita, appunto, in via di emergenza: se le famiglie resteranno in via Meyer, il Comune dovrà trovare una strada più sostenibile economicamente e gestire la situazione in maniera più strutturata, “ordinaria”.

Contattati ieri dal Tirreno, i rappresentanti della protezione civile hanno confermato che - salvo indicazioni diverse in corso d’opera - da domani dovranno iniziare a “staccare” di nuovo le utenze: via l’autobotte (ma almeno per qualche giorno lasceranno nell’area un serbatoio d’acqua, insieme ai 5 bagni chimici) e via il gruppo elettrogeno, quindi niente corrente.

Juna Goti

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