Gioco
"Ciao", motorini-amarcord all'assalto della Rotonda
Tornano sotto i riflettori i motorini anni '80 della Piaggio in una iniziativa amarcord fra Firenze e la Rotonda di Ardenza a Livorno
LIVORNO. In sella al Ciao dal Ponte Vecchio di Firenze ai Tre Ponti di Ardenza: una cavalcata di un centinaio di chilometri che ha portato a Livorno una quarantina di Ciao del Vespa Club di Firenze per rievocare i tempi andati quando portandosi dietro un asciugamano ed un po' di cibarie i giovani fiorentini raggiungevano il mare nel fine settimana durante la stagione estiva passando dalla statale Tosco-Romagnola.
Da quei ricordi di gioventù è nato così "Ciao Mare", un raduno di ciclomotori monomarcia giunto alla terza edizione, che questa volta anziché toccare Marina di Pisa si è diretto alla Rotonda di Ardenza in concomitanza con il Quattro Mori Expo Motori organizzato ogni quarta domenica del mese dalla Scuderia Don Chisciotte di Livorno e dal Club Automobilistico La Gherardesca di Pisa col patrocinio del Comune: "Abbiamo avuto un'accoglienza fantastica - ha detto Paolo del Vespa Club Firenze - dagli amici di Livorno. Purtroppo abbiamo un po' tardato perchè lungo la strada uno dei Ciao ha dovuto cambiare la ruota posteriore".
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Oltre ai fiorentini c'erano anche appassionati provenienti da Padova e da Modena: questi ultimi, appartenenti allo Scooter Club "Tigelle Meccaniche", sono però venuti a bordo di quattro cinquantini Garelli anni '70 come il modello Gulp ed il Vip, dalle caratteristiche simili al Ciao, sebbene di concezione meno innovativa.
Era l'epoca d'oro dei motorini monomarcia di cui il Ciao è stato dal 1967 l'indiscusso protagonista: ma a quei tempi della stessa tipologia di ciclomotori si possono ricordare anche il MotoBi 50, il Malaguti Fifty, il Fantic Motor Lei 50, l'Aprilia 50 Under, il Demm Quick oppure il Peugeot 105. Alla Rotonda di Ardenza accanto ai classici Ciao era possibile osservare anche altri cinquantini Piaggio come il raro Superbravo, che si può considerare una versione cross del modello originario (ovvero il Bravo, entrato in produzione a Pontedera nel 1973) introducendo, fra l'altro, i parafanghi rialzati, i pneumatici tassellati ed una grintosa livrea nera e rosso fuoco in alcuni dettagli (come i cerchioni, parte del telaio, le molle delle sospensioni posteriori, etc.).
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