Gioco
Prc: basta coi privati, va affidato all’Asa l’acquedotto portuale
LIVORNO. «Il 16 giugno è scaduta la proroga della concessione pubblica alla società Acquedotto Portuale srl». La segreteria della federazione di Rifondazione comunista parte da qui per accendere i...
LIVORNO. «Il 16 giugno è scaduta la proroga della concessione pubblica alla società Acquedotto Portuale srl». La segreteria della federazione di Rifondazione comunista parte da qui per accendere i riflettori su una concessione che «esiste da 16 anni e ha il compito di distribuire l'acqua all'interno della cinta portuale». Non solo: «In deroga a qualsiasi logica e nonostante la manifesta volontà di Asa di riprendere in carico il servizio, nessun piano d'intervento è stato finora presentato dall'Autorità Portuale». È proprio a Palazzo Rosciano che viene indirizzata la sollecitazione perché sia accolta la richiesta di Asa.
Il Prc, che dice di aver raccolto testimonianze di ex lavoratori della società, parla di concessione «avvolta da un manto di assurdità che lascia francamente basiti», le cui conseguenze «sono pagate però da tutte le utenze allacciate». Dal quartier generale di Borgo Cappuccini ci ricorda che «dal 2001 fino al 2004» tale società «era controllata da Asa al 51%». Poi Asa «è uscita dal capitale sociale» ma non c’è stata «nessuna nuova gara di affidamento». A ciò si aggiunga che «Acquedotto Portuale srl, adesso totalmente privata, risulterebbe controllata da una fiduciaria, i cui soci sono per definizione non individuabili: se così fosse si starebbe agendo in barba alla trasparenza delle concessioni pubbliche». Per Rifondazione tutto questo porta a: 1) «un doppio regime di prezzi totalmente ingiustificato i cui proventi ingrassano privati "occulti"»; 2) mancanza di investimento sulla rete, «se non di vecchissima data»; 3) elusione dell’esito del referendum sull'acqua pubblica.
Rifondazione Comunista, sulla base di «testimonianze di alcuni ex dipendenti di Acquedotto Portuale srl», chiede di fare chiarezza «ad esempio sulle modalità di smaltimento dei rifiuti e della loro relativa certificazione, sulla presenza di eventuali incongruenze tra la fatturazione agli utenti finali rispetto al prelievo di acqua dalla rete risultante dai contatori, sul profilo occupazionale dei lavoratori che nel corso degli anni hanno operato per questa azienda, e sull'eventuale presenza di relazioni della stessa Autorità Portuale su possibili carenze del servizio».
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