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Ospedale, Nogarin: «250 milioni per ristrutturarlo? La Regione gonfia i numeri»
Livorno, è muro contro muro tra il sindaco e l’assessora Saccardi: «Fa ostruzionismo politico e sembra voler favorire il privato». Scoppia la guerra sui beni Asl: «Ora faremo ridurre il loro valore». Martedì 28 resa dei conti in commissione a Firenze
LIVORNO. «Per ristrutturare l’ospedale ci vogliono 250 milioni? La Saccardi inventa i numeri». E lo fa «con la volontà di bocciare la nostra azione e di fare ostruzionismo politico nei confronti di una città che ha già abbondantemente pagato la mancanza di attenzione della Regione negli ultimi vent’anni». E ancora: «Siamo professionisti del settore e non ci devono prendere per il naso raccontandoci cifre che sono più adatte a una villa di lusso che a un ospedale: per noi ci sono 100-150 milioni di sovrastima...».
Filippo Nogarin non l’ha presa bene. Seduto sul divanetto rosso del suo ufficio in municipio agita la prima pagina del Tirreno con l’intervista all’assessora regionale Stefania Saccardi, che ha fatto chiarezza sulla posizione della Regione rispetto all’ospedale di Livorno. Spiegando che: 1) ristrutturarlo seguendo la proposta del Comune costerebbe più che farne uno nuovo (250 milioni); 2) i cantieri resterebbero aperti per 12-13 anni, limitando l’attività sanitaria e con il risultato di «avere comunque una struttura inadeguata»; 3) la Regione è ancora pronta a fare un nuovo ospedale in un’area diversa da Montenero; 4) nel frattempo vuole rafforzare la sanità territoriale con due Case della Salute.
Ma oggi è ancora più evidente che tra Livorno e Firenze è muro contro muro. Perché? Ieri Nogarin ha prima annunciato che martedì, quando a Firenze sarà ascoltato dalla commissione sanità regionale, ne dirà di cotte e di crude. Poi ha tirato dritto sulla richiesta di ristrutturare l’attuale ospedale. E soprattutto, come fallo di reazione alle parole della Saccardi, ha annunciato che il Comune è pronto a far crollare il valore di tutto quel patrimonio immobiliare della Asl che all’interno del pacchetto Montenero aveva goduto di una serie di cambi di destinazione d’uso per far quadrare i conti dell’operazione.
Insomma, ora è guerra aperta. Con in mezzo i livornesi e l’ospedale.
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«Regione e Pd arroganti». Di ritorno dalla trasferta romana dopo la vittoria M5S ai ballottaggi, il sindaco - seduto di fianco all’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi - parte buttandola sullo scontro politico e istituzionale: «prendiamo atto che la Regione, ancora una volta, altera i numeri a proprio piacimento», che «negli ultimi vent’anni ha ignorato Livorno in favore di altre realtà e ora penalizza tutto ciò che va contro il mono-pensiero del Pd», che «è stata arrogante, come è arrogante il Pd». E ancora: «Avevamo chiesto la sede della maxi Asl ed è stata data a Pisa, avevamo chiesto la presidenza della conferenza dei sindaci ed è stato preferito darla a Cecina. È una polemica che vuole essere tale: la giunta regionale è irrispettosa delle istituzioni e manca di rispetto alla seconda città della Toscana. Che oggi ci venga raccontato che non vogliono ristrutturare, che servono 13 anni e 250 milioni, e che lo debba leggere sulla stampa...».
«Pensavamo a un accordo». Ok, ma nel merito? Saccardi è stata chiara: l’ipotesi di fare del vecchio ospedale un nuovo ospedale è «difficile da realizzare e anti-economica». Quindi il Comune cosa farà? Esiste un piano B? «Che succede ora? Che loro riqualificano viale Alfieri», risponde stizzito Nogarin. Ma i soldi non sono del Comune... «Ma loro non sono i padroni del “baccellaio”, gestiscono un patrimonio che è di tutti», controbatte ancora, alludendo ad «assi nella manica da tirare fuori quando sarà il momento».
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«Tutto - ricostruisce - faceva pensare a un accordo: abbiamo fatto un percorso molto lungo, con tutti gli uffici, a partire da quando ci siamo insediati. Un percorso di dialogo con la Regione. Che ora vaneggia -dice proprio così - con numeri che sono lanciati al vento».
Quindi il Comune non sapeva dei 250 milioni? In realtà sì, perché come rivela Aurigi, in primavera ha ricevuto dalla direzione generale della Asl il pacchetto finale, con costi e tempi. «Ma attenzione - si affretta a sottolineare l’assessore - i 249 milioni di cui parla Saccardi sono il frutto della loro valutazione dei costi secondo quelle che erano state le proposte di ristrutturazione fatte dal Comune (che non ha la competenza in materia e non ha presentato cifre) all’interno del tavolo tecnico aperto a margine del collegio di vigilanza». Tradotto: a Firenze hanno dato corpo al progetto di massima sulla base della proposta presentata dal Comune «per riqualificare integralmente il presidio». Proposta che prevedeva di «ristrutturare e mettere a norma i padiglioni vincolati e realizzare un unico blocco demolendo la parte nuova dell’ospedale, dietro al prontosoccorso». Secondo Aurigi la cifra venuta fuori alla fine «stona», perché «in epoca Mariotti era emerso che il costo di ristrutturazione si aggirava intorno ai 4-4,5 milioni a padiglione». Per i 5S la sovrastima sarebbe di «100-150 milioni».
«Gli ospedali nuovi cadono già a pezzi». È a questo punto che Nogarin, di fronte ai giornalisti, si mette a leggere - citando il rapporto dell’Autorità anticorruzione - i costi degli ospedali di Prato («189 milioni»), Pistoia («151 milioni»), Lucca «(164 milioni»), Apuane (151 milioni»). «Il presidente della Regione - tira in ballo Rossi - ha tra l’altro garantito per Cisanello 357 milioni, dimenticandosi però che tra tutte le città citate la più grande è Livorno, dove hanno investito “ovo”, zero. A questo punto apro una polemica vera: se è più economico fare ospedali nuovi, parliamo di qualità, visto che mi risulta che nelle strutture appena fatte ci siano già muri che crollano, topi...». «A Livorno - è l’appello - si prenda in esame la fattibilità più che l’economicità. Quando si è voluto, anche in città più piccole, i soldi per la sanità si sono trovati». A suo dire neppure anni di cantieri aperti sarebbero un problema («abbiamo studiato anche questo, si può fare...»).
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L’accusa: «Così favoriscono un’azienda privata?». Ma quindi il Comune farà intanto il primo passo decisivo revocando il vecchio accordo di programma firmato in era Cosimi per Montenero? Perché come dice Saccardi, è di fatto il Comune, e non la Regione, a chiedere di bloccare l’operazione avviata.
La risposta è no. «Abbiamo analizzato in dettaglio gli aspetti legali - spiega infatti Nogarin - e se usciamo tutti insieme non ci sono le condizioni per una richiesta di risarcimento, mentre se la Regione invita il Comune a compiere un atto unilaterale, allora si induce il percorso verso una richiesta danni che potrebbe innescarsi». Le parole che pronuncia subito dopo sono pesantissime: «Ci chiediamo per quale motivo un ente pubblico voglia favorire potenzialmente un’azienda privata che si è aggiudicata provvisoriamente il bando. Stanno spingendo nella direzione del: o realizzi quello che avevamo pattuito o prendi una causa». Aurigi è un po’ più diplomatico: «Basterebbe che la Regione convocasse una riunione per l’avvio di un nuovo accordo di programma finalizzato alla ristrutturazione, all’interno del quale si sostiene che il precedente è superato».
Guerra sugli immobili Asl. Una cosa sembra certa: «No assoluto a un nuovo ospedale in una nuova area». Mentre si scatena una guerra sugli immobili Asl che a suo tempo erano rientrati nel pacchetto dell’operazione nuovo ospedale, passando da una categoria a un’altra. «Li retrocederemo urbanisticamente - annuncia Nogarin - e questo farà variare drasticamente il valore del patrimonio immobiliare dell’Asl». Risponde con un ricatto - politico si intende - a quello che lui stesso aveva definito un «ricatto» della Regione? «Ognuno fa il suo», dice. E conclude: «Mi chiedete se ci può essere ancora un punto di incontro? Vedrete che appena retrocederemo il valore degli immobili... non stiamo parlando di noccioline».
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