Il Tirreno

Livorno

Operazione rilancio per il mercato dei sogni

di Enrico Paradisi
Operazione rilancio per il mercato dei sogni

Dal Comune di Livorno un bando per riqualificare le parti inutilizzate della struttura

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LIVORNO. Cercasi investitori per il Mercato Centrale. Il suo futuro rilancio e rinnovamento passa infatti dalla pubblicazione di un’indagine preliminare, pensata dall’amministrazione comunale per attrarre imprenditori interessati a sfruttare gli spazi attualmente inutilizzati, dal seminterrato, al primo e secondo piano, della struttura. per ospitare scuole di cucina, laboratori e open space.

La giunta Nogarin ha deliberato infatti lo studio di fattibilità per il recupero funzionale del complesso, inteso come volano per il rilancio dell’area “mercatale” complessiva. L’occhio dell’amministrazione è rivolto infatti anche alle due aree prospicenti l’opera di Badaloni, il mercato delle erbe di piazza Cavallotti e quello di via Buontalenti, con il pensiero che possano produrre sinergie attraverso i rispettivi consorzi.

Le varie ipotesi progettuali avanzate dal Comune per il bando, volutamente di massima, e non pubblicizzate (per non condizionare le proposte che auspicabilmente saranno presentate dai soggetti privati e dai loro progettisti) fissano solo alcuni paletti: la sintesi è «toccare il meno possibile la struttura esistente» ma puntare a renderla più funzionale, adeguandola, diciamo così, alla modernità. L’idea è quella di recuperare in primis la sala da 660 metri quadri del seminterrato dell’edificio che era occupata dalla ex fabbrica del ghiaccio. Qui non è esclusa poi una razionalizzazione anche degli spazi esistenti utilizzati oggi come magazzini. Al primo piano invece, dove è previsto invece lo spostamento degli uffici comunali (che saranno trasferiti al piano superiore), tra chiostre all’aperto e terrazze l’ambiente è ideale per la ristorazione.

Il secondo punto riguarda invece la possibilità di realizzare un collegamento più funzionale tra seminterrato e piani superiori contrariamente al mercato di Firenze, dove i due spazi sono separati. Si sta anche valutando se gli accessi attuali, scalandroni laterali e scale interne che saranno completate con due ascensori, siano adeguati alle nuove esigenze, oppure se sia necessario costruire un accesso autonomo, ex novo, direttamente da via Buontalenti. La struttura comunque nelle intenzioni della giunta deve mantenere la vocazione primaria, tenendo in considerazione uno stretto dialogo con le attività esistenti come ha spiegato ieri, Nogarin, che potrebbero diventare anche i primi fornitori dei nuovi futuri inquilini. «Non vogliamo utilizzare come modello quello del mercato di Firenze - ha detto il sindaco - Abbiamo in testa una sinergia rispettosa di quelle che sono le presenze attuali all’interno del mercato. Anzi proprio grazie al lavoro e al coinvolgimento degli esercenti abbiamo rallentato un po’ i progetti perché ci interessa che tutti siano d’accordo». Mantenimento dell’esistente e interventi mirati, come quello di riaprire i finestroni del primo piano che sono tamponati: «Il Mercato va valorizzato senza interventi clamorosi - ha aggiunto Nogarin - con piccoli investimenti e molta luce possiamo riconsegnare alla città un gioiello». Al recupero funzionale e l’utilizzo di alcuni degli spazi al piano interrato, nonché al primo e secondo piano del Mercato, si aggiunge la riqualificazione del mercato di via Buontalenti, su cui si stanno rivalutando due progetti presentati dal consorzio.

Dal 27 giugno il bando rimarrà aperto fino al 15 settembre. A quella data l’amministrazione analizzerà le proposte e si aprirà così una fase di confronto sui progetti dei tecnici comunali e la successiva valutazione. L’area seminterrata è la più appetibile: pare infatti che le manifestazioni di interesse già espresse da alcuni investitori siano arrivate tutte per questo settore. Riaperte le volte cementate, e una volta allestito il percorso che collega la sala da recuperare all’acqua e poi via ai piani superiori, è facile immaginare lo spazio suggestivo che si andrebbe a creare e che potrebbe ospitare ristoranti sale espositive e quant’altro.

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