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Incidente mortale in via Orlando, patteggia 10 mesi la conducente dell'auto
Natascia Cau, 38 anni, ha fatto inversione di marcia tagliando la strada allo scooter sul quale viaggiava Ezio Natali. «Risarcimento in sede civile»
LIVORNO. Dieci mesi e venti giorni di reclusione (la pena è stata sospesa) per la tragedia di via Salvatore Orlando. E soprattutto l’imputata, accusata di omicidio colposo per aver causato l’incidente mortale, potrà tornare a guidare al termine della sospensione della patente da parte della Prefettura.
A distanza di meno di un anno dalla tragedia nella quale ha perso la vita Ezio Natali, si è chiuso ieri il processo nel quale era imputata Natascia Cau, 38 anni, la donna che nel primo pomeriggio del 25 settembre scorso, mentre era alla guida della sua Fiat Punto assieme alla figlia e alla madre, nell’effettuare una inversione di marcia tagliò la strada allo scooter Yamaha T-Max sul quale viaggiava il settantunenne che non riuscì ad evitare l’impatto.
«Voglio precisare - spiega Marco Caradonna, avvocato difensore della donna - che alla mia assistita non è stata contestata nel capo d’imputazione la guida sotto l’effetto di alcuna sostanza vietata. Purtroppo - va avanti - si è trattato di una distrazione: era in auto, si è fermata a chiedere informazioni e successivamente ha effettuato quella manovra indebita dell’inversione andando a urtare lo scooter che veniva nella direzione opposta. In ogni caso - conclude - la perizia ha appurato che lo scooter procedeva a una velocità di 75 all’ora, quindi al di sopra del limite».
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Una ricostruzione che i parenti della vittima, a cominciare dalla moglie Gabriella e dal figlio Andrea che ieri erano in aula, hanno sempre contestato. «La scelta del patteggiamento da parte dell’imputata - spiegano - non ha permesso nemmeno al nostro avvocato di prendere la parola e parlare. Ecco perché per noi oggi a vincere non è stata la giustizia. In ogni caso ci faremo valere in sede civile anche per il risarcimento del danno subito».
L’accusa nei confronti della trentottenne oltre all’omicidio colposo era quella della violazione del codice della strada per aver effettuato l’inversione di marcia lungo via Orlando causando l’incidente mortale. «La mia cliente era incensurata - precisa il legale - dunque la pena massima che rischiava era di due anni, viste le attenuati è stato possibile raggiungere la pena finale di dieci mesi e venti giorni». La vedova e i figli della vittima erano rappresentati dall’avvocato Alessandro Bassoi.
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