Toscana
Fu realizzato a fine ’800 da Badaloni
L’obiettivo dichiarato è recuperare la funzione di polo attrattivo e di servizio che il Mercato aveva in origine da giocarsi anche in chiave turistica. Il grande Mercato delle Vettovaglie, affacciato...
L’obiettivo dichiarato è recuperare la funzione di polo attrattivo e di servizio che il Mercato aveva in origine da giocarsi anche in chiave turistica. Il grande Mercato delle Vettovaglie, affacciato com’è sugli scali Aurelio Saffi lungo il Fosso Reale, dalla sua imponenza e dalla forme emerge inalterato il richiamo alle innovazioni ingegneristiche dell’esposizione universale di Parigi del 1889, stesso anno in cui l’ingegnere comunale Angiolo Badaloni fu chiamato a progettarlo. Dopo quattro anni di lavori, e con la spesa di un milione di lire dell'epoca venne inaugurato il 1 marzo del 1894.
La facciata principale, larga 95 metri, è caratterizzata da due ordini di finestroni che corrono tutte intorno al corpo centrale. All'interno lo spettacolare salone principale: una piazza coperta, lunga 95 metri, largo 26 ed alto 35, impreziosito da alcune cariatidi realizzate da Lorenzo Gori, su modello di quattro “sartine” livornesi che si fecero ritrarre, è collegato tramite gallerie ad altri due saloni, uno per la vendita del pesce, l’altro dell’ortofrutta. Poi i sotterranei, un dedalo di novantadue cantine alle quali si accede sia dall’esterno che dall'interno, i laboratori di macelleria e del pesce “ammollato”, con la grande sala a volte da 660 metri quadri (l'ex fabbrica del ghiaccio) gli ammezzati con quattro laboratori che servono pasta fresca giù ai negozi. E infine il primo piano, in parte occupato dagli uffici e in gran parte inutilizzato.
L'ingresso ai sotterranei con il cancello che si affaccia direttamente sul Fosso era stato già in parte risanato dal Comune grazie anche al contributo della Fondazione Livorno dalla precedente amministrazione con un investimento di 30 mila euro. Anche allora l’idea era quella di mettere a bando le parti inutilizzate della struttura.
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