Gioco
Per i revisori del Comune la variazione bilancio è ok
LIVORNO. I crediti “inesigibili” che sono stati ribaltati in tariffa nel triennio 2015 -17, erano crediti non portati a perdita nel bilancio Aamps, mentre nel fondo svalutazione crediti sono state...
I crediti “inesigibili” che sono stati ribaltati in tariffa nel triennio 2015 -17, erano crediti non portati a perdita nel bilancio Aamps, mentre nel fondo svalutazione crediti sono state inserite tutte le perdite accantonate dal 2006 a oggi, che erano già quindi state costituite come base in tariffa dal 2006 al 2012. Ora, che per sostenere il concordato, Aamps richiede nuovamente di ribaltare altri 12 milioni di crediti inesigibili in tariffa che sono finiti nello stesso fondo (e saranno spalmati sulle annualità 2018 - 2021) torna in pratica a richiederli ai livornesi.
Il concetto lo ha ribadito ieri il presidente del collegio dei sindaci revisori di Aamps, Francesco Carpano, in commissione bilancio, alla prevista audizione dei revisori del Comune e di Aamps, che non si discosta da quanto denunciano un po’ tutti i consiglieri di opposizione: ai cittadini insomma si fa pagare due volte la stessa cifra. Stefano Andreucci, presidente dei revisori del Comune, ha messo subito le mani avanti, rimarcando la funzione di controllo di legittimità che spetta al suo collegio che si è insediato ad aprile: «Non entreremo nel merito - ha avvertito - ma ci limitiamo al controllo di legittimità e del rispetto del regolamento. Siamo in attesa dei dati dei primi sei mesi di Aamps. Quando ce li daranno inviteremo l'amministrazione ad adempiere, in base al regolamento comunale».
Già, proprio il regolamento comunale, modificato nel 2016, è stato alla base dell’audizione del collegio dei revisori comunali: «Il nostro parere è stato rilasciato solo sulla delibera di variazione di bilancio di previsione finanziaria del 2018 - ha detto Andreucci - a questa sono legati altre deliberazioni di giunta sui crediti inesigibili, ma il nostro parere non si è espresso sulle delibere collegate cioè sullo spalmare o ribaltare i crediti sul bilancio del Comune». Preso atto di tutti i collegati della delibera i revisori hanno dato parere favorevole e fatto delle raccomandazioni sull’applicazione del nuovo regolamento comunale. L’articolo 5 è stato modificato in riferimento ai crediti Tia. «Finalmente nel 2016 si è fatto - ha detto Andreucci - Da quest’anno trimestralmente arriverà al Comune una comunicazione sui crediti inesigibili certificati da Aamps. Il comune può richiedere quindi un’istruttoria relativa alle inesigibilità del credito certificato da Aamps. Poi si apre la fase di verifiche e controlli anche in contraddittorio con il gestore Aamps. Tutto questo lavoro verrà fatto entro la data di presentazione del Ptf e le quote dichiarate inesigibili verranno computate in tariffa entro il 30 settembre dell’anno in oggetto che sarà poi spalmato negli anni successivi: se il riferimento ad esempio è il 2018 la verifica deve essere fatta entro il 30 settembre del 2017». Sempre secondo il nuovo regolamento, se si rientra di un credito inesigibile, verrà portato a detrazione del costo della tariffa. Il Comune ha poi la facoltà di spalmarli sugli anni successivi. Caruso, capogruppo Pd, si preoccupa che anche i revisori dei conti non siano stati messi a conoscenza approfonditamente delle questioni, mentre il collega Ruggeri chiede: «Perché il bilancio del comune deve fare da banca a quello di Aamps senza avere garanzie?». La risposta di Andreucci è lapidaria: «Gli elementi sono dati dal regolamento e in base al regolamento, il discorso avrà riferimento, e deve essere verificato, entro il 30 settembre del 2017». Dal bancone di Livorno Libera, Mazzacca torna sull’accantonamento svalutazione crediti 2006- 2012. Gli risponde Cristina Pantera, altro membro del collegio revisori dei conti del comune: «Dai prospetti che ci sono stati forniti e a cui lei si riferisce, ad eccezione del 2015-2106 e 2017 non risulta che si sia ribaltato in tariffa il fondo di accantonamento svalutazione crediti, mentre nel 2006 era stato inserito, ma non è stato ribaltato in tariffa».
Enrico Paradisi
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