Il Tirreno

Livorno

protesta contro il taglio della raccolta porta a porta

La rabbia dei ristoratori «Siamo pieni di rifiuti»

La rabbia dei ristoratori «Siamo pieni di rifiuti»

LIVORNO. «C’è la jungla e c’è il deserto, noi non vogliamo né l’una né l’altro». Giovanni Puccini, titolare della Bodeguita, vuole sfatare il mito dei commercianti sostenitori della vita notturna...

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LIVORNO. «C’è la jungla e c’è il deserto, noi non vogliamo né l’una né l’altro». Giovanni Puccini, titolare della Bodeguita, vuole sfatare il mito dei commercianti sostenitori della vita notturna sregolata: «Noi siamo continuamente sottoposti a controlli strettissimi mentre fuori dai nostri locali per anni si è lasciato prosperare il caos, abbiamo provato ad intervenire ma la polizia ci ha legato le mani». Gli esercenti del centro commerciale naturale all'incontro pubblico con assessori e consiglieri raccontano le loro difficoltà quotidiane, imputate per la maggior parte all’avvento della Ztl ed al naufragio del porta-a-porta. «Siamo 40 attività commerciali che danno lavoro a circa 200 persone, quasi una mezza Trw», spiega ancora Puccini, sostenuto dai colleghi: «Inizialmente ero contrario alla Ztl ma se gestita bene può essere una bella cosa. Sono invece un “ultras” della differenziata, ma da gennaio i nuovi orari di raccolta non sono più compatibili con le nostre esigenze».

Le multe invece continuano ad arrivare. «Ne ho già prese tre perché avevo messo fuori dei rifiuti che non potevo più tenere dentro a causa del cattivo odore», racconta Alessandro Quaglierini de La Svolta, e la situazione con il caldo in arrivo non può che peggiorare. «I cassonetti fuori poi tolgono spazio ai tavolini, per i quali paghiamo il suolo pubblico – spiega ancora Dario Spagnoli del Forte San Pietro – e nessun cliente certo ci vuole mangiare accanto». Poi c’è da litigare con i vicini che, come racconta Camilla De Salvo del Mediterraneo, «non fanno la raccolta e lasciano i rifiuti nei nostri cassonetti o addirittura fuori della porta», ma anche con le forze dell’ordine: «Il nostro locale è in zona pedonale e quindi non ha la zona di carico e scarico, per scaricare la spesa secondi i vigili dovrei andare in piazza del Luogo Pio». Massimiliano Sodano, titolare del ristorante Qb e presidente del Ccn riassume in conclusione: «Non chiamatela “movida”, noi siamo per il divertimento ma anche per il decoro. Abbiamo proposte sui rifiuti e la mobilità, e siamo pronti a collaborare con le Istituzioni per il benessere dell’intero quartiere».

(m.s.)

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