Toscana
Il Comune invia i tecnici al sottopasso dei rifiuti
Tre mesi dopo lo stop ai lavori per il rinvenimento dei materiali inquinanti scatta il sopralluogo di polizia municipale, ufficio Ambiente e protezione civile
LIVORNO. Dopo tre mesi di inerzia, e un articolo del Tirreno che mercoledì aveva pubblicato la notizia, ieri mattina c’è stato un sopralluogo di oltre un’ora e mezzo degli uffici del Comune, settore ambiente, protezione civile e direttore dei lavori, intervenuti sul posto insieme alla polizia municipale, per verificare e capire come sciogliere il nodo del sottopasso tra via delle Sorgenti e la Cigna.
Al termine del sopralluogo una lunga riunione tecnica in cui ciascun ufficio si è diviso i compiti. La polizia municipale cercherà di risalire ha chi potenzialmente ha inquinato l’area. L’ufficio ambiente, presente anche il dirigemte Riccardo Maurri, ha verificato la presenza di terreno frammisto a rifiuti. Le Ferrovie sarebbero pronte al piano in attesa di una risposta dell’amministrazione comunale. Diventa ora una questione di chi deve mettere i soldi. Per fare questo tipo di intervento servono risorse finanziarie ulteriori (450 mila euro circa) e quindi chiedono di modificare la convenzione. Ora l'amministrazione comunale deve capire se la convenzione deve essere modificata o se richiedere alle ferrovie di eseguire il lavoro senza modificare i piani e poi successivamente sistemare gli aspetti economici.
Appena completato il tunnel sotto i binari, verso la fine dello scorso mese di marzo infatti, Rfi (Ferrovie) che stava effettuando i lavori, e che prima dell'intrerruzione stavano procedendo spediti, ha scoperto, durante lo scavo della parte finale della rampa (quella che dovrebbe emergere fino alla sede stradale tra i capannoni dell'azienda Drass, dividendola di fatto in due) quasi tremila metri cubi di materiale di risulta frammisto al terreno classificato come rifiuto non pericoloso, ma inquinante. Materiale che, secondo la stima risulterebbe in un volume complessivo di circa 2856 metri cubi. Dopo le analisi fatte effettuare da Rfi per procedere al programma di bonifica dell’area, il materiale è stato classificato come rifiuto speciale non pericoloso, compreso in quattro codici del catalogo europeo dei rifiuti, che necessita quindi lo smaltimento in discariche autorizzate. Il costo totale dell’operazione si aggira sui 450 mila euro e a quel punto le Ferrovie hanno subito dato comunicazione al Comune del problema, chiedendo in pratica una rimodulazione della convenzione. Per Rfi infatti i costi di bonifica e smaltimento dovrebbero essere a carico dell'amministrazione comunale, dato che l’area, espropriata nel 2012, è di sua proprietà. Da qui lo stop ai lavori e l'impasse che rischia di trasformare l’operazione sottopasso, già oggetto di polemiche per il tracciato che tagliando in due la Drass, oltre che in un problema ambientale, in un lungo contenzioso.
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