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Educatore accusato di violenze su 3 minori: «Minacciato in tribunale dai genitori»
Livorno, il 47enne deve rispondere di avance su tre minori, prima dell’udienza alcuni parenti lo hanno aggredito. L’avvocato: valuteremo se fare denuncia
LIVORNO. Offeso e minacciato per due volte, prima dell’udienza, da alcuni genitori degli adolescenti che avrebbe molestato nella Casa Famiglia tra le province di Livorno e Pisa dove fino allo scorso anno svolgeva il compito di educatore. Sono stati attimi di tensione, tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per placare gli animi, quelli vissuti mercoledì 22 giugno tra le 9,30 e le 11 nel Palazzo di Giustizia di via Falcone e Borsellino.
Per le 10, infatti, il giudice Beatrice Dani aveva fissato l’udienza preliminare a carico dell’educatore di 47 anni residente a Castiglioncello e arrestato all’inizio di febbraio con l’accusa di violenza sessuale. Oltre all’imputato, in Tribunale si sono presentati anche i genitori dei giovanissimi, citati come parti offese, e giunti in aula con i loro avvocati per costituirsi parti civili nel procedimento. È bastato che alcuni genitori vedessero l’indagato a pochi passi di distanza per far saltare i nervi. Un primo faccia a faccia, condito da minacce e parole grosse è andato in scena nell’atrio del Tribunale. Passata oltre un’ora ecco un altro momento di tensione al primo piano, lungo il corridoio che porta alle aule gip dove doveva svolgersi l’udienza.
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«Se esci di galera ti metto sulla sedia a rotelle», «devi marcire in carcere». Sono alcune delle frasi con le quali sarebbe stato apostrofato l’educatore. Aggressioni verbali e minacce, ma per fortuna nessun contatto fisico tra l’indagato e i parenti degli adolescenti. Proprio uno dei genitori coinvolti cerca di giustificare quello che è avvenuto. «Non pensavamo che avesse il coraggio di presentarsi, la sua ci è parsa una provocazione che poteva risparmiarsi».
Ovviamente dovrà essere il processo a chiarire se l’educatore abbia molestato le tre adolescenti, ma intanto uno dei suoi difensori chiarisce alcuni aspetti di quello che è avvenuto fuori dall’aula. «Comprendiamo lo stato d’animo dei parenti delle presunte vittime - è la premessa - ma è ovvio che il mio cliente abbia tutto il diritto di presentarsi al processo nel quale è indagato per cercare di difendersi nel miglior modo possibile. Se faremo denuncia dopo quello che è avvenuto? Stiamo valutando, certo è che esasperare gli animi ancora di più non giova a nessuno».
Per non correre rischi, a margine dell’udienza, il giudice dopo aver fissato per settembre la trattazione del processo che si svolgerà con rito abbreviato, ha disposto che da ora in avanti in aula sia presente anche la forza pubblica.
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