Il Tirreno

Livorno

la denuncia

E la Amato porta gli atti dal prefetto e alla finanza

LIVORNO. Due settimane fa il consiglio comunale ha approvato la variazione di bilancio che prevedeva un aumento della Tari nel 2018 di 4.25 milioni di euro, e il ribaltamento di 13 milioni di crediti...

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LIVORNO. Due settimane fa il consiglio comunale ha approvato la variazione di bilancio che prevedeva un aumento della Tari nel 2018 di 4.25 milioni di euro, e il ribaltamento di 13 milioni di crediti Tia nella Tari 2018-2021 a sostegno del concordato, in assenza dell’obbligatorio parere dei revisori dei conti del Comune.

Lo ha denunciato in un esposto consegnato al prefetto Tiziana Costantino e al comando della guardia di finanza, Elisa Amato, presidente della commissione bilancio del Comune e capogruppo di Forza Italia.

Ieri mattina la Amato ha varcato i portoni del palazzo del governo e della caserma Santini e ha depositato una denuncia che da un lato conferma il picco di tensione che ormai si vive quotidianamente nella macchina amministrativa comunale, e dall’altro rappresenta palesemente una richiesta di attenzione verso le vicende municipali rivolta alle istituzioni statali.

«L’assenza dell’obbligatorio parere dei revisori rappresenta una circostanza del tutto eccezionale, che non risultava giustificata neppure da ragioni di urgenza», spiega la Amato.

Nella sua denuncia la presidente della commissione bilancio evidenzia a prefetto e finanza anche un’altra incongruenza: «La documentazione relativa alle delibere, seppure ancora sprovvista del parere dei revisori, veniva trasmesso ai consiglieri il giorno precedente la seduta del consiglio. A seguito di istanza di accesso agli atti, sono però venuta a conoscenza ed in possesso di due note a firma di Letizia Colombini (funzionaria di Aamps, ndr), entrambe aventi ad oggetto la "Composizione Ptf 2006-2016: analisi fondo svalutazione crediti e partite straordinarie"».

«Entrambe le note - spiega la Amato - avevano lo stesso protocollo interno Aamps n. 639 del 31.5.2016 e presentavano il medesimo contenuto, ad eccezione di un intero periodo che risultava omesso nella seconda versione del documento: "Di conseguenza tale importo è entrato a far parte della tariffa come costo a consuntivo per la costituzione del fondo"».

L’argomento è strettamente legato alla legittimità del ribaltamento in tasse di altri 13 milioni di crediti Tia già presenti nel fondo svalutazione crediti di Aamps e dunque teoricamente già pagati dai cittadini.

«Nell'esercizio delle mie funzioni di consigliere comunale e presidente della commissione bilancio, non ho avuto modo di verificare e approfondire non solo la rilevanza e gli effetti della frase sulla manovra sottoposta all'approvazione del consiglio, ma anche le ragioni e il contesto in cui si era verificata l'eliminazione del periodo e gli effetti di tale eliminazione, in quanto non mi è stata fornita l’ulteriore corrispondenza eventuale intercorsa tra gli uffici dell'amministrazione e dell'azienda che hanno curato l'istruttoria».

(g.corsi)

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